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Piero e l’amore

21 giugno 2019
Piero e l'amore

Ora della passeggiata.
Mi sento alla grande ed esco di casa pazzo di felicità, saltellando e mordicchiando il mio gioco preferito; quando mi dicono “giretto”, sembro sempre uno appena liberato da una lunga prigionia anche se sono già uscito 10 minuti prima.
Arrivo al parco e lancio un lungo sguardo intorno a me: vediamo un po’ come comincia la… Ma, un momento… Il mio magico tartufo manda ai miei 300.000.000 di recettori olfattivi un odore paradisiaco: da dove arriva?
Attivo il teleolfatto (il cane inala le particelle sospese nell’aria, ndr) e scansiono i dati; la testa gira come un periscopio e poi vedo la cagnolina più bella del mondo: tronco da betoniera, zampa 12, leggero prognatismo e pelliccia da nutria…una dea!!! Il cuore inizia a battermi più forte …Forse sono già innamorato. Togliamo il forse.
Do uno strattone al guinzaglio e galoppo, con la precisione di un missile teleguidato, verso l’area cani; Lei, non so come, riesce a correre con me e a lanciarmi contemporaneamente tonnellate di maledizioni… ha buon fiato la ragazza!
Freno facendo una nuvola di polvere e mi piazzo davanti al cancellino di ingresso.
“Area cani? Veramente tu mi hai allungato il braccio di mezzo metro e fatto quasi schiantare contro tutti gli alberi del parco per entrare in area cani? E da quando ti piace l’area cani?”
Sei pignola e non ti rispondo nemmeno. Ecco vedi? Sto grattando con insistenza l’ingresso con la zampa. Linguaggio non verbale: apri – apri – apri!
Lei è perplessa, poi si rivolge alla signora dentro l’area: “Mi scusi, sono con un cane maschio, intero, posso entrare?”
La signora dice sì… Meno male, altrimenti mi toccava fare qualcosa di avventato, tipo scavalcare o frignare senza ritegno.
Ecco il mio amore! Mi avvicino bello come il sole, ciuffo al vento, passo plastico ed elastico, sguardo languido ma lei mi guarda schifata, come se vedesse una cacca di mucca.
Conosciamoci meglio, dai! Mi avvicino che neanche Casanova, ma quando arrivo a un cm dalla sua coda per fare le dovute presentazioni, la piccina sfodera una chiostra di denti davvero impressionante. Noi cani abbiamo 42 denti, ma lei sembra averne moltissimi di più! La mia dolce barracuda.
Mi scaccia abbaiando e l’aria si riempie dei tlac-tlac dei sui deliziosi dentini che si chiudono a vuoto, a pochi millimetri da me. No, mi correggo, non a vuoto perché ha un ciuffo della mia pelliccia incastrato tra i denti. Che posso dire? Amo anche questo suo vezzoso modo di fare la ritrosa!
Il copione si ripete per 5 o 6 volte perché io sono un tipo piuttosto insistente, o, come dice Lei, sò de coccio. Credo che noi cani maschi siamo dotati di un gene particolare, quello dell’ “indifferenza al rifiuto”: ci dà la forza di resistere ad ogni rifiuto femminile con noncuranza e grande leggerezza; ci rende rifiuto impermeabili!
La venere,esasperata, si allontana trotterellando. Mamma mia, che dondolio sexy le dà la sua leggera zoppia!
Il mio raffinato intuito mi dice che è arrivato il momento di rendere più esplicite le mie intenzioni: la raggiungo, le do una vigorosa leccata ad un orecchio e inizio a toccarla tra le scapole con decisi colpetti di muso, per invitarla a una fuga d’amore.
Vedendo questa scena, Lei si avvicina decisa e indagatrice e mi chiede: “Stai broccolando quella poverina?”
In tutta risposta ansimo, lascio penzolare 30 cm di lingua e faccio gli occhi da trota salmonata.
Lei sbianca, si gira verso la signora e, con una voce che farebbe paura persino agli Orchi di Mordor, chiede: “Scusi, ma, la sua cagna è in calore?”
“Sì” trilla la signora, ignara di essere ormai prossima a diventare una salma.
Lei ha lo sguardo omicida e la postura rigida e questo può voler dire solo una cosa: rissaaaaaa! Ottimo, vai e uccidi! Intanto io ne approfitto per corteggiare la splendida creatura.
Improvvisamente, sento una mano decisa che mi afferra il collare. E’ Lei che mi dice: “Dai Pierino, andiamo via!”
No no no no no no no no no no no no no no no no no no! Pierino è impegnato, casomai non te ne fossi accorta!
“So che ti chiedo molto, ma non possiamo proprio stare. Vieni via con me”
Macheccavolo! Tutto in te prometteva rissa e invece hai solo scambiato due chiacchiere amichevoli! Non ti ho insegnato niente?
Pianto le quattro zampe a terra e incasso il collo per chiarire meglio come la penso, ma Lei, donna crudele, mi porta via ugualmente; io la seguo con notevole riluttanza e faccio tutta la strada fino a casa con la testa girata verso il parco… Mi servirà un bravo osteopata.
A casa mi sdraio imbronciato e mi sembra di avere la testa piena di apine ronzanti! Sono triste; Lei si avvicina e mi chiede: “Come va?” e intanto mi fa i grattini dietro le orecchie.
Che vuoi che ti dica? Sono innamorato, non ricambiato e segregato lontano dalla femmina della mia vita… La vita è brutta.
“E’ ora di cena. Che ne dici di mangiare la tua pappa? Vieni!
No grazie, sono innamorato e non ho fame.
“Dai che stasera la pappa è super!”
Sospiro affranto.
Lei mi guarda paziente e dice: “E’ trippa”
No, grazie, davvero, non insistere…Trippa hai detto?… Magari un assaggino, giusto per non offenderti.
Spazzolo tutto i 8 secondi.
“Va meglio?”
Meglio, grazie! Ora mi è chiara una grande verità: non si può amare bene con la pancia vuota!
Poi mi accuccio e sogno, sogno la mia adorata botola mordace, la mia principessa.

Viva vida, amici
Il pensiero di Piero:

Area di sgambamento = luogo dell’amore!
Fosse per me, vi direi: “Portate tutte le cagnoline in calore nell’area di sgambamento vicino a casa mia, che vi aspetto!”
La verità, però, è che le cagnine in calore nelle aree cani NON CI DEVONO ENTRARE, nemmeno se nell’area di sgambamento non c’è nessun cane, perché può non esserci in quel momento, ma poi arriva e se è maschio… ahi, ahi!
Le secrezioni vaginali rilasciate dalle cane in calore, infatti, sono cariche di ferormoni che fanno andare su di giri i maschi e immaginate cosa può succedere se due maschi molto eccitati si incontrano e pensano che nei paraggi ci sia una femmina da coprire: il rischio di una rissa è altissimo!
Noi maschi sentiamo il calore di una femmina anche a chilometri di distanza; diventiamo irrequieti, nervosi, inappetenti e tutto il nostro corpo e la nostra mente si proiettano verso un unico desiderio: accoppiarci.
La natura ci ha dotato di una spinta fortissima verso la riproduzione e noi dobbiamo faticare per resistere.
Il mio vecchio convivente, Spino, quando sentiva una cagnolina in calore, passava le notti ad ululare (per la felicità di tutti) e riusciva a mettere in atto delle fughe così ingegnose che Lei rimaneva puntualmente a bocca aperta;poi, le toccava inforcare la bicicletta e cominciare a girare nei paraggi per rintracciare il pazzo innamorato. E lo trovava, sempre, elegantemente seduto davanti al portone della bella di turno, in estatica attesa.
Mi raccomando, allora: niente cagnoline in calore nelle aree di sgambamento! Certo che poi, noi maschietti le tracce lasciate in giro, per strada o nei viottoli dei parchi, le sentiamo ugualmente, ma lì, con guinzaglio e padrone a fianco, il rischio di incidenti è praticamente inesistente.

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