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Piccola biblioteca cinofila

Piccola biblioteca cinofila

“Woody”

12 aprile 2018
woody

 

“Mio nome: Woody.

Miei anni: quasi tre.

Mia razza: Basenji

Woody: sa perché Padrona: dice sempre quando persone: chiedono.

Ma che bel cane, come si chiama? Woody.

Ma che bel cane, quanti anni ha? Quasi tre.

Ma che bel cane, di che razza è? Basenji.

Ma che bel cane: eccomi, proprio me!

……

A volte succede che Padrona: esce, e Woody: rimane da solo insieme a calzino di Padrona (in bocca) oppure insieme a Vicina Di Casa Signora Ornella (non in bocca, tranne spiacevole incidente chiamato: Morso Di Polpaccio). Allora Woody: sta seduto davanti a porta. Non interessa più cibo, neanche giochi, neanche carezze. Solo: fissare porta e aspettare. E alla fine Padrona: torna sempre. Ancora prima di sentire sua voce, Woody: allunga muso e alza orecchie. C’è in aria qualcosa di diverso, qualcosa che dice: ecco, Padrona sta tornando, e infatti Padrona: apre porta e con braccia spalancate dice: Come sta il mio tesoro, come sta?, e allora Woody: scatta in piedi, e corre, corre, corre, e agita sedere sveltissimo, e fa cerchi intorno a Padrona, esalta dentro sue braccia, e, allacciati stretti come guinzaglio, Woody e Padrona: rotolano su pavimento per: gioia grande di stare ancora insieme. Rotolano, rotolano, rotolano, senza fare attenzione a pianta di ingresso che cade per terra, e quando Mamma Di Padrona Signora Luisa: viene a fare visita, ogni volta dice: Ma com’è che questo Ficus lo vedo sempre più storto, non è che gli dai troppa acqua?

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Tratto da “Woody” di Federico Baccomo – Ed. Giunti

Federico Baccomo racconta la storia di Woody e della sua amatissima Padrona, anzi, per l’esattezza lascia che sia Woody stesso a raccontarla: ne esce un libro deliziosamente sgrammaticato, pieno di energia e di pensieri nitidi come solo un cane può avere. Woody, con la sua semplicità, parla di temi difficili e importanti, riuscendo a farti ridere, indignare, a commuoverti e quando arrivi all’ultima pagina ti viene in mente un solo aggettivo: bellissimo!

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“Gli standard segreti delle razze canine”

21 ottobre 2016
Gli standard segreti delle razze canine

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GOLDEN RETRIEVER

ASPETTO GENERALE: “cane armonico, attivo, potente, ben compatto nella sua andatura, di costituzione forte, con espressione decisamente di dolcezza”.

Ed è lì che ti frega. Anzi, a dire il vero, ti frega anche se non hai mai letto lo standard: perché vedere una cucciolata di Golden e innamorarsene perdutamente è un tutt’uno. Non solo sono l’immagine esatta che uno si forma nella mente quando pensa alla parola “cucciolo”; non solo hanno quegli occhioni parlanti e quelle codine in perenne movimento che trasmettono gioia allo stato puro; hanno pure il mantello da peluche della Trudi, che dopo la vista ti conquista per l’eternità anche il tatto.

Se poi leggi pure uno Standard che parla di cane “armonico, forte e dolce”…sei impanato e fritto. A quel punto te ne porti a casa uno, e scopri che…

CARATTERE ED ATTITUDINI: dire “docile, intelligente, disposto per natura al lavoro”, come scrive lo Standard, è un modo indecoroso di prendere in giro la gente. Il Golden non è soltanto “disposto” a lavorare: DEVE (e vuole) assolutamente farlo. Se non lo fai lavorare tu, provvede in proprio: e siccome il suo lavoro è il riporto, lui ti riporta l’inverosimile. La carta igienica (come nello spot, con gli stessi risultati), il rotolone di carta da cucina (idem), il figlio piccolo (che magari non aveva alcuna intenzione di essere riportato), il marito (e in questo caso sei tu che non volevi minimamente chete lo riportasse), la tua borsa (rassegnati: sarà sempre e solo ricoperta di bava canina,da oggi fino alla fine dei tempi) …eccetera, eccetera, molto eccetera. Caldamente consigliato l’acquisto di palline e mummie (i riportelli morbidi utilizzati per l’addestramento). In questo (e praticamente in nient’altro) il Golden assomiglia molto al Labrador ( e a tutti gli altri retriever). Solo che il Labrador ti riporta cose a casaccio nel suo modo caciarone e un po’ tamarro, e magari riesci pure a sgridarlo; mentre il Golden ti arriva con quell’aplomb e quell’aria da signore distinto che sì, d’accordo, ha preso in bocca il ferro da stiro acceso (per il manico) e sì, ok, te l’ha consegnato mollandotelo su un piede (dalla parte della piastra)… ma con una tale eleganza e guardandoti con quella faccia da “guarda che bravo che sono stato! Merito un premio, vero che lo merito?”… che tu non resisti alla tentazione di premiarlo davvero (e poi vai in ospedale a farti medicare il piede).

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Tratto da “Gli standard segreti delle razze canine” di Valeria Rossi , Edizioni ALTEA

Valeria Rossi, Savonese, era nel mondo della cinofilia da sempre, come allevatrice, addestratrice, rieducatrice.

La sua vasta cultura in campo cinofilo e la sua capacità di cogliere il lato comico di ogni situazione la rendono una scrittrice piacevolissima.

Ne “Gli standard segreti delle razze canine” ogni pagina è un piccolo capolavoro! La Rossi grazie alla sua grande esperienza cinofila, ci racconta le “insospettabili” verità su molte razze di cani, partendo dagli Standard ufficiali.

Un libro, questo, che vi insegnerà molte cose senza farvi mai smettere di ridere.

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“A tu per tu con il cane”

22 aprile 2016
trumler

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Si parla molto di sottomissione, di gesti servili e simili, ma per definire quello che un cane socializzato nel modo giusto ci dimostra, l’espressione più esatta è attestazione di attaccamento.
Nelle mie famiglie di cani ho modo di osservare bene come i cuccioli dimostrano il proprio attaccamento al genitore che li educa: un cucciolo che è stato punito non striscia sul ventre di fronte al padre, come si vede spesso fare dai cani che vengono sgridati. A testa alta, si dirige verso il genitore e gli esprime il suo stato d’animo attraverso i noti schemi comportamentali infantili: dare colpetti con il muso sull’angolo della bocca, porgere la zampina, accennare gesti da questuante o di propiziazione. Tali gesti esprimono rispetto per l’autorità, i cui provvedimenti disciplinari sono saggi, giusti e adeguati, e alla quale, quindi, si sottostà volentieri.
Soltanto se il nostro cane reagisce in questo modo ad una giusta punizione, possiamo considerarci un buon padrone per lui. Un cane non deve assoggettarsi per paura, ma deve riconoscere l’autorità in modo aperto e libero. Sta a noi stimolare nell’animale la sicurezza e la fiducia in se stesso, sia nel gioco sia nella disciplina, non pretendendo dal cucciolo più di quanto sia in grado di comprendere alla sua età.
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Tratto da “A tu per tu con il cane” di Eberhard Trumler , Edizioni Orme

 

Eberhard Trumler (Vienna 1923-1991), allievo di Konrad Lorenz viene considerato uno degli scienziati più esperti sul mondo dei cani. La sua vastissima conoscenza relativa al mondo del cane è frutto di una vita trascorsa ad osservare questo splendido animale. Per circa 30 anni è vissuto con 60 cani, che affettuosamente chiamava “il mio popolo”, studiandoli e raccogliendo una grandissima quantità di informazioni, che costituiscono le fondamenta dell’etologia canina. Purtroppo, in lingua italiana troviamo soltanto il libro sopra citato. “A tu per tu con il cane” è un libro scritto con uno stile semplice e diretto, in grado di conquistare sia i neofiti che i cinofili più esperti. Il cane secondo Trumler va guardato in tutta la sua complessità e bellezza. Dopo la lettura di queste pagine vedremo il cane non più solo come un animale che ubbidisce agli ordini e dipende dal suo proprietario, ma come una creatura piena di fascino, da scoprire giorno per giorno attraverso la costruzione di un rapporto profondo. Un libro da leggere e da leggere ancora.