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Vita insieme

Il cucciolo Vita insieme

Attraversare la strada senza rischi

27 gennaio 2021
attraversare la strada

Un pomeriggio di sole, corse pazze e giochi con altri cani; un pomeriggio gioioso, perfetto può trasformarsi  in tragedia.

Red è un cucciolone di 6 mesi. Domenica la sua padrona lo porta al parco dove hanno un appuntamento speciale: Red incontrerà alcuni suoi fratelli di cucciolata.

Eccoli riuniti: i cucciolini corrono, giocano con tutta la spensieratezza della loro età mentre gli umani chiacchierano e guardano felici i loro cani che si divertono.

Arriva il momento di separarsi: saluti, promesse di rivedersi presto, guinzagli che si agganciano ai collarini e ognuno si dirige verso casa.

Sara usa il Flexi, il guinzaglio avvolgibile, e lo tiene sbloccato, così che Red si senta più libero e possa godere dell’agio di parecchi metri di corda.

Sara e Red devono attraversare una strada molto trafficata,  si fermano davanti alle strisce pedonali e, dato che non sta arrivando nessuna automobile,attraversano.

Red si lancia in mezzo alla strada, Sara lo richiama e blocca il Flexi, ma la corda rimane comunque lunga; mentre attraversano, Red si ferma un istante perché incuriosito da qualcosa.

Sara è arrivata sul marciapiede opposto, ma non si rende conto che Red è rimasto molto indietro.

Sara, finalmente, sente il guinzaglio che tira, quindi si gira, vede Red in mezzo alla strada che sta annusando qualcosa e vede anche un’automobile che arriva a velocità molto sostenuta; alla guida c’è una ragazza che ha fretta ed è distratta perché sta parlando al telefono.

Tutto avviene in un secondo: il grido di Sara, Red che alza la testa disorientato, l’impatto violento.

Red vola per diversi metri, cade pesantemente a terra e, sotto shock, tenta di tornare dalla padrona strisciando.

La corsa al Pronto Soccorso, “Mi spiace non l’avevo visto”, la paura, il dolore,l’operazione, l’attesa …

Red è salvo. Camminerà ancora. E’ un cane fortunato.

Cosa si potrebbe fare per evitare di trovarsi in situazioni così drammatiche?

  • Utilizzare il guinzaglio in modo adeguato.

Personalmente, non amo il Flexi, perché dà al proprietario la sensazione di lasciare più libero il proprio cane, ma, se mal gestito, è fonte di grossi guai.

Chi usa il Flexi, generalmente, vuole far correre il cane o lasciarlo libero di esplorare tenendolo però sotto controllo, MA IL CANE CHE HA A DISOSIZIONE METRI E METRI DI CORDA NON E’ SOTTO CONTROLLO!

Importante anche sottolineare che in città c’è l’OBBLIGO di usare  guinzagli che NON superino la lunghezza di 1, 50metri, quindi non si può camminare su un marciapiede lasciando il Flexi sbloccato, permettendo al  cane di star molto avanti a noi. Il cane che ha a disposizione metri di guinzaglio può decidere di attraversare improvvisamente la strada, senza aspettarvi: che cosa potete fare a questo punto? Il guinzaglio riavvolgibile non può riportarvi il cane a fianco, dovete raggiungere voi il cane … ma se non c’è tempo perchè sta arrivando un’automobile? O, se il cane non ha nessuna intenzione di aspettare che arriviate da lui e continua l’attraversamento, insensibile ai vostri richiami?

Se il Flexi vi piace, almeno quando passeggiate tenete fissa la giusta lunghezza, cioè 1,50 metri al massimo.

Il cane non può essere sotto controllo sempre al 100%, perché è un essere senziente, non è un’automobilina telecomandata, ma ricordate che una buona educazione di base, che aiuti cane e umano a essere in sintonia e collaborativi, rende fruibile qualsiasi guinzaglio e, può anche salvare la vita al cane.

  • Insegnare al cane la parola “FERMO”

 

Insegnare qualcosa al nostro cane non è mai uno spreco di tempo perché migliora la relazione e, detto tra noi, al cane piace imparare cose nuove.

Può essere molto utile che il cane impari questo semplice comando affinché si fermi accanto a voi quando dovete attraversare la strada.

Se il cane cammina bene al guinzaglio e avete già un buona comunicazione, potete insegnarglielo usando la tecnica suggerita dal grande addestratore Graeme Sims (leggete i suoi libri, sono molto belli)

Quando volete insegnare al cane a fermarsi, strusciate la suola di una scarpa per terra dicendo : ”Fermo” ( o Stop, Alt, Cocomero, quello che volete) e fermatevi anche voi.

Presto il cane assocerà la vostra postura, lo strusciamento e la parola “Fermo” alla posizione che deve tenere.

Più lo farete, più il cane diventerà sicuro, finché, vedrete, non avrete nemmeno bisogno di dirgli “Fermo” perché lo farà da solo.

Quando riprendete la marcia, potete aggiungere una nuova parola: “Vai” ( Via, Andiamo, etc), per dare al vostro cane il segnale di inizio movimento.

 

  • Tenere il cane vicino a voi durante tutto l’attraversamento

 

Il vostro amico, quando camminate insieme, può stare al vostro fianco, un po’ più avanti o più indietro, insomma se mantiene il guinzaglio morbido, può muoversi in diversi modi.

Quando, però, vi trovate in una situazione come l’attraversamento di strade trafficate, sarebbe bene che rimanesse accanto a voi, perché voi siete molto più visibili di un cane.

Anche questo si può fare evitando di accorciare il guinzaglio, arrotolandolo intorno al polso come se fosse un gomitolo, ma chiedendo al cane di stare “Vicino”.

 

  • Prestare attenzione al vostro amico

Questo è fondamentale.

Non voglio farvi la ramanzina da educatore dicendovi: “ Dovete spegnere il telefono e essere connessi al vostro cane, guardarlo e godervi la passeggiata insieme…etc ” Se scegliete di non dedicargli tempo di qualità, che ve lo dico a fare?

Il  discorso che vi faccio qui è diverso e riguarda la RESPONSABILITA’.

Guidare il cane lungo le strade richiede che voi stiate attenti a cosa fa lui e a cosa vi succede intorno, perché  un ciclista sbadato, un automobilista distratto, un pedone frettoloso possono diventare un problema se non prestate attenzione.

Guidare il cane comporta una responsabilità verso terzi e verso il cane stesso, che deve poter contare sempre su di voi!

 Il vostro cane deve sapere di potersi fidare a la vostra attenzione e una condotta avveduta glielo confermeranno.

Provate! Sono consigli molto semplici, ma che possono rivelarsi davvero utili!

 

Salute e benessere del cane Vita insieme

I segreti per pulire i denti al cane

19 maggio 2020
pulire i denti al cane

Pulire i denti al cane: non ti è mai venuto in mente!

Allora, immagina: è mattina; il tuo adorato cane viene a svegliarti, in un turbine di gioia, riempiendoti la faccia di leccatine amorose: il risveglio ideale, se non fosse che dalla sua boccuccia esce un alito degno di un mangiatore di carogne. Lui ti guarda con occhi pieni d’amore, ma tu hai un unico pensiero: la fuga!

Perché l’alito del tuo amico a quattro zampe puzza così tanto?

Probabilmente si tratta di un problema nato dall’aver trascurato la sua igiene orale, ma non sentirti solo, perché sembra che questo sia uno degli aspetti meno considerati nella cura dei pets. Negli ultimi anni l’attenzione verso il benessere psicofisico dei cani è notevolmente cresciuta, ma, nonostante quasi l’80% dei cani soffra di problemi dentali, la pulizia dei loro denti viene praticata da pochissimi proprietari.

Vediamo insieme:

  • cosa sono placca e tartaro
  • come procedere per pulire i denti al cane
  • cos’è la detartrasi
  • cosa usare per la pulizia dei denti con cani che odiano lo spazzolino

I cani sono fondamentalmente carnivori e come tali hanno una bocca attrezzata per mangiare prede, fornita di ben 42 denti (contro i nostri 32 ): gli incisivi per tagliare, i canini per strappare bocconi e premolari e molari per triturare ossi. La domesticazione, ma soprattutto il drastico cambiamento avvenuto nel nostro modo di alimentarci, ha portato i nostri cani a consumare cibi sempre più lontani da quelli che reperirebbero in natura.

 La dentatura, quindi, che una volta si manteneva più pulita grazie all’azione meccanica del cibo contro i denti, adesso, con le pappe, gli umidi, le crocchette inumidite per renderle più digeribili, sviluppa più facilmente placca e tartaro.

Cosa sono placca e tartaro?

La placca dentale è una pellicola che si attacca ai denti ed è formata da saliva, batteri, residui di cibo; purtroppo, non essendo visibile, non ci si rende conto della sua presenza finché il nostro amico a quattro zampe non inizia ad avere un alito che ci fa venir voglia di stargli a 10 metri di distanza. Se non viene rimossa attraverso lo spazzolamento, la placca continua ad arricchirsi di batteri che si insinuano anche sotto gengiva (batteri anaerobi, che vivono in assenza di ossigeno), infettandola sempre più in profondità, fino a provocare infiammazioni crescenti che possono sfociare prima in gengiviti e, poi, se non curate, nella parodontite: nei casi più gravi, questa infiammazione porta alla perdita dei denti e del tessuto osseo della mandibola.

Il tartaro, invece, altro non è che la placca dentale che, col passare del tempo, si è mineralizzata. Il tartaro è visibile sui denti e si presenta come uno strato duro, dalla superficie ruvida e dal colore giallo marrone, a volte verdastro. La presenza del tartaro rende molto più veloce la formazione di nuova placca batterica, che a sua volta si mineralizzerà creando altro tartaro. Quando iniziamo a notare la presenza di tartaro, nella bocca del cane o del gatto, dobbiamo intervenire prontamente prima che la situazione degeneri: l’infiammazione delle gengive, infatti, oltre che pericolosa è anche molto dolorosa e può spingere il cane a rifiutare cibi duri o addirittura a non mangiare. Inoltre, una cattiva igiene orale può arrivare a causare infezioni cardiache! Studi recenti, infatti, mettono in relazione l’endocardite infettiva nei cani con la presenza di malattie parodontali.

Vedete bene quali e quanti problemi si generano a causa di una cattiva igiene orale: una salute buona e duratura passa anche dalla pulizia dei denti!

Quando i cani hanno problemi a denti e gengive, mostrano uno o più di questi sintomi:

° alito cattivo

° intensa salivazione

° scarso appetito o rifiuto del cibo

° irritabilità

° sanguinamenti o arrossamenti gengivali

° prostrazione

Quindi, la prima cosa da fare, quando notate alito cattivo, tartaro, o uno dei sintomi sopra indicati è andare dal vostro veterinario perché possa valutare l’entità del problema e darvi poi i consigli per procedere correttamente. Non limitatevi ad arrangiarvi comprando rimedi a casaccio, soprattutto se avete cani anziani o con particolari patologie perché molti prodotti contengono sostanze che potrebbero creare problemi ad animali non in perfetta salute.

Addirittura, i problemi alla bocca potrebbero essere causati da un tumore, che preso in fase iniziale verrebbe curato con successo, ecco perché una visita è sempre importante!

Come pulire i denti al cane

Una volta che ci è stato dato l’ok dal veterinario per procedere con la pulizia dei denti, bisognerà inserirla nella routine quotidiana… e tanti auguri a chi ha un cane che non collabora ed è particolarmente combattivo!

Se non avete abituato il vostro pet fin da cucciolo o fin dal suo ingresso in casa vostra ad essere manipolato, probabilmente non sarà facile, per voi, convincerlo a farsi lavare i denti.

In questo caso, le parole chiave sono: pazienza e gradualità!

La pazienza merita il primo posto perché è davvero importante non arrabbiarsi mai qualora il nostro cane rifiutasse di farsi pulire il cavo orale; d’altra parte la loro mamma non lo faceva e non tutti gli animali gradiscono farsi toccare una parte tanto importante del corpo che serve loro per nutrirsi, per esplorare, per giocare e per difendersi.

Costringere il cane a subire il lavaggio dei denti con la forza perché voi non avete la pazienza necessaria per aiutarlo ad accettare questa procedura poco per volta è davvero ingiusto e, alla lunga, si rivelerà controproducente: il vostro cane imparerà a capire esattamente quando state per prendere l’odiato spazzolino e se la filerà senza che riusciate più ad acchiapparlo, oppure cercherà di masticarsi per bene lo spazzolino in modo da renderlo inservibile!

Ecco, dunque, che ci aiuterà procedere in modo graduale, quindi, in prima battuta, procuratevi una garza sterile e un dentifricio al sapore di carne. Avvolgete la garzina intorno al dito e passatela delicatamente su alcuni denti, partendo preferibilmente dai molari, poi fermatevi. Fate molti complimenti al vostro cane e prendete il dentifricio, mettetene una piccola quantità sulla garza, fateglielo annusare e procedete al lavaggio di altri denti. Se l’animale gradisce, proseguite, se, invece, mostra segni di forte nervosismo, interrompete. Lodatelo per la sua pazienza e giocate con lui: lavare i denti, forse, non è bellissimo, ma poi si gioca e ci si diverte insieme: questo farà dimenticare i fastidi sopportati. Con i cani di piccola taglia, si può sostituire la garzina con un cotton fioc.

Quando il cane sarà abituato a farsi toccare bocca e denti, potrete introdurre l’utilizzo dello spazzolino da denti unitamente al dentifricio. Esistono spazzolini in gomma, che si infilano su un dito, ma sono piuttosto duri e poco graditi. Preferite, piuttosto, uno spazzolino tradizionale, con setole medio morbide per non graffiare le gengive. Anche per lo spazzolamento, partite di preferenza dai molari perché create meno fastidio e procedete poi verso la parte anteriore della bocca.

Per quanto riguarda il dentifricio, c’è solo l’imbarazzo della scelta, ad esempio, la pasta dentifricia BEAPHAR, consigliata soprattutto per i cani anziani o STOMODINE GEL o RESTOMYL L’importante è che usiate dentifricio specifico per cani e non quello destinato ad uso umano che contiene fluoro, dannoso per il cane. Tra l’altro, vi ricordo che i denti del cane e del gatto non sono soggetti a carie!

Qualora notaste qualche leggero arrossamento gengivale causato da uno spazzolamento troppo energico, potreste effettuare dei massaggi con un gel d’aloe vera, che possiede note proprietà sfiammanti, lenitive e cicatrizzanti.

 La pulizia dei denti aiuta a salvaguardare la salute della bocca dei cani, ma non scongiura l’intervento del veterinario che, periodicamente, dovrà forse effettuare una pulizia più profonda: la detartrasi. L’intervento del veterinario può essere necessario soprattutto per cani non più giovanissimi, per cani di piccola taglia e per cani brachicefali: tutti soggetti particolarmente portati a sviluppare tartaro; comunque, più che l’appartenenza ad una certa tipologia di cane, conta la predisposizione individuale di ogni soggetto.

Cos’è la detartrasi?

L’unico modo per rimuovere in modo completo il tartaro è la detartrasi, un procedimento che può essere effettuato solo dal veterinario mettendo il cane sotto anestesia generale. L’anestesia è necessaria perché nemmeno il cane più collaborativo (non parliamo dei gatti!) sopporterebbe senza reagire! Solitamente il cane viene sedato e poi si inizia la pulizia dei denti con un ablatore ad ultrasuoni: devono essere pulite tutte le facce dei denti, ma, soprattutto, va accuratamente pulito tutto lo spazio sottogengivale: solo fatto questo si può davvero dire che il cane ha i denti puliti! A volte, però, quando l’intervento del veterinario è stato richiesto troppo tardi, può presentarsi la necessità di procedere all’estrazione di denti che ormai sono tenuti in sede solo dall’abnorme quantità di tartaro che li ricopre e che nasconde una dolorosa infezione parodontale. Il nostro amico si risveglierà con un dentino in meno, ma senza più dolori!

Il costo dell’intervento si aggira intorno ai 100/130 Euro, compresa l’anestesia, ma ogni studio veterinario è a sé, quindi informatevi sempre preventivamente.

La detartrasi, come per gli umani così anche per cani, dovrebbe essere un appuntamento fisso, che diventerà meno frequente maggiori saranno gli accorgimenti che useremo per tenere puliti i denti dei nostri amici a quattro zampe.

Cosa uso se il mio cane non tollera che gli spazzoli i denti?

 

Fermo restando che lo spazzolino è l’unico davvero efficace, per la pulizia dei denti del cane esistono anche altri strumenti che possono essere così utilizzati:

  • come unico mezzo di pulizia, nei casi di cani “difficili”, che non si lasciano lavare i denti
  • come affiancamento alla normale igiene orale

Innanzitutto dobbiamo tenere d’occhio la dieta, evitando cibi zuccherati o molto grassi, assolutamente inadatti ai cani e aiutandoli fin da cuccioli a consumare anche cibi che richiedono una lunga masticazione: ad esempio, ossi cartilaginosi (che non si scheggiano), oppure carote intere per i cani se volete usare prodotti freschi. Altrimenti, vi consiglio snack della linea Lupovet (aihmè, acquistabili solo online) che sono naturali e di ottima qualità!

Cominciano a circolare snack di qualità anche nei negozi: sono forse più costosi dei tradizionali ossi in pelle di bufalo, ma garantiscono che i nostri cani non ingeriscano schifezze, quando li mangiano! Una raccomandazione: se decidete di inserire ossi o altro, fatelo iniziando con piccole quantità così che il cane impari a mangiarli masticando bene e non si senta male per aver ingerito grandi quantità di un nuovo alimento.

Esistono, inoltre, in commercio strisce masticabili con enzimi pulenti, paste enzimatiche che sciolgono la placca o stick da masticare a lungo in fibra di mais o altro materiale che sfregando contro i denti ne aiutano la pulizia.

Un altro buon ausilio si ha dai giochi masticabili; recentemente ne è stato immesso sul mercato uno piuttosto interessante: si tratta di un bastoncino in gomma dentellato che permette al cane di pulirsi i denti da solo, semplicemente masticando e divertendosi (Jresboen Dog toothbrush)

Per i cani che amano masticare legnetti, invece, consiglio i bastoni da masticare “CHEWIES, in legno di caffè che si sbriciolano, ma non si scheggiano! Ce ne sono di tutte le misure, per bocche piccine e giganti.

Un altro legno che ho notato piacere molto ai cani è BRUCBOOL, distribuito da MaoriPet. A differenza del precedente, non è un bastone ma un blocco di legno, ricavato dalla radice di erica; anche questo è reperibile in diverse misure.

Ricordate che, quando presentiamo un nuovo snack al nostro amico zannuto, non sempre verrà accolto con gioia! Non offendetevi e non ditegli: “Piccolo ingrato, con quello che mi è costato!”, ma siate anche qui una guida e insegnategli a conoscere la novità. Incuriositelo, stimolatelo a toccare e a prendere in bocca il legnetto o lo snack e, se ne avete la possibilità, fategli vedere un cane amico che usa questi oggetti volentieri: il vostro cane lo emulerà certamente!

A questo punto non mi resta che augurarvi di trovare la “formula giusta” per avere denti brillanti e cani felici!

Il mondo secondo Piero Vita insieme

Piero e i buoni propositi

27 aprile 2020
buoni propositi

DIALOGO SURREALE

 

Faccio spuntare la testa dalla porta del soggiorno per vedere dov’è LEI; eccola, sta leggendo, seduta sul divano. Credo sia il momento giusto per mostrarle il mio regalo!

Trotterello felice fino al divano.

-Ecco qua.

“Ecco qua” cosa, Piero?

-Ho terminato di scrivere la lista con i miei buoni propositi per il 2019: un regalo pensato per renderti felice!

Siamo al 27 APRILE 2020

-Di già??

Di già

-Ho avuto da fare e poi ho dovuto riflettere molto e noi cani non abbiamo un senso dl tempo come il vostro, va bene?! È un cavolo di regalo fantastico che ti faccio e tu stai a fare la pignola sulle date! Fai valere i propositi per il 2020, va bene? Adesso leggili!

Hahahaha. Hai ragione, Piero! Sono una brutta persona: fammi un po’ vedere

“Le mie buone intenzioni per il 2019 2020:

  1. Non cercherò la rissa con gli altri cani maschi (anche se odiosi e meritevoli di morte)
  2. Non farò la pipì sulla testa del bassotto Orlando, giurando che proprio non l’avevo visto
  3. Non minaccerò di morte l’omino del corriere Bartolini, ogni volta che viene a consegnare un pacco
  4. Non farò finta di avere il neurone spento, esibendo uno studiato sguardo vacuo, quando mi chiedi di fare qualcosa che non mi piace (siedi, terra, resta e così via)
  5. Non farò finta di avere problemi di udito, correndo via orecchie al vento, quando dici “Piero Vieni”
  6. Non porterò legnetti-trofeo in casa, riducendo il soggiorno peggio di una segheria
  7. Non farò fetide puzzette a tradimento mentre siamo vicini-vicini
  8. Non cercherò di uccidere la canna dell’acqua del nonno Giuseppe
  9. Non farò l’inamovibile macigno ogni volta che andiamo dal veterinario
  10. Mangerò come un cinghiale impazzito”

-Piero, questo elenco è fantastico! Ti adoro! Un super regalo, ma sai che ti amo anche così…così… così tamarro

-Sì, dai, adesso non fare la svenevole… Questi propositi li ho messi su carta per farteli vedere, ma io me li sono INDELEBILMENTE stampati nel cervello: saranno la mia stella polare per tutto il 2020! Per fortuna siamo già ad Aprile…

Bravo! Una domanda: “mangerò come un cinghiale impazzito” non è un tuo “must” 365 giorni all’anno? Cosa c’entra con i buoni propositi?

-Sì, beh, quello l’ho messo perché avevo bisogno di mantenere almeno una sana abitudine, in mezzo a tutti questi cambiamenti…

Ah, ecco! Sai, però che il tuo elenco ha un enorme punto debole? Hai formulato tutte frasi che iniziano con il “Non”; il cervello è impossibilitato a recepire il “non” all’inizio di una frase, perciò è come se non lo vedesse.

-Sono rimasto a “elenco”. Facendola più semplice?

Intendo dire che il tuo cervello considera tutta la frase come positiva. Per esempio, prendiamo il proposito numero 1: se tu dici “Non cercherò la rissa con gli altri cani maschi” il tuo cervello elimina il “non” e capisce: “CERCHERO’ la rissa con gli altri cani maschi”, quindi tu ti sei, involontariamente, programmato per lanciarti come un demonio contro ogni cane maschio che incontrerai.

-Chiarissimo! Accidenti, ore e ore passate a creare e a memorizzare l’elenco e ormai il mio meraviglioso cervello E’CONVINTO che quelle siano tutte cosa DA FARE e non da evitare!

Che disdetta; me ne dovrò fare una ragione…

No, dai, puoi sempre sistemarlo.

-Troppo tardi…farò PER SEMPRE tutto quello che c’è in elenco…

-Esagerato! Basta che tu scriva…Ehi, ti sto parlando, dove vai così di corsa?

-Vado dedicarmi al proposito numero OTTO!

No, Piero, vieni qui!

-NUMERO CINQUEEEEEEEE!!!!

Pierooooooooooo

Viva vida amici e Buon Anno a tutti! No, Buona Pasqua! Neanche?

Allora, buona giornata, dal numero 1 al numero10!

Il pensiero di Piero

 Ogni cane è fatto a modo suo. Genetica, esperienza, ambiente rendono ognuno di noi unico e irripetibile. Il cane perfetto o la vostra idea di cane perfetto, spesso, ci calza come un vestito stretto e scomodo; perché è un’idea, mentre noi siamo reali: carne, sangue, bavazza, idee, sentimenti, pulsioni, limiti…

Facciamo il possibile per piacervi, amarvi e compiacervi, ma, a volte, per quanto ci sforziamo, non ce la facciamo a essere il meraviglioso cane perfetto che vorreste; a volte dentro di noi, c’è una forza, che spinge ineluttabilmente e ci porta a esibire comportamenti sgraditi a voi, ma giusti e inevitabili per noi.

Io ammiro il cane che ha la forza e il coraggio di esprimere con tutto sé stesso quello che è, chiedendo che il rispetto sia il primo passo verso una reciproca comprensione e verso uno sforzo per migliorare.

Non tutti i cani nascono in situazioni idilliache, da genitori fantastici e vivono vite meravigliose: certi di noi hanno ombre che non si dissiperanno mai.

Ogni giorno, ogni santo giorno, anche io lotto contro le mie ombre, ma sono felice perché non sono solo, perché c’è LEI.

LEI che adesso, dopo aver buttato via la sua idea di cane perfetto, mi ascolta e mi capisce, mi sostiene nei miei giorni difficili e ride con me quando sto bene.

Io accetto i suoi limiti, LEI i miei e, come veri compagni, camminiamo insieme giorno dopo giorno.

Il pensiero di LEI

 È uguale al tuo, Piero.

Il mondo secondo Piero Salute e benessere del cane Vita insieme

Piero e l’amore

21 giugno 2019
Piero e l'amore

Ora della passeggiata.
Mi sento alla grande ed esco di casa pazzo di felicità, saltellando e mordicchiando il mio gioco preferito; quando mi dicono “giretto”, sembro sempre uno appena liberato da una lunga prigionia anche se sono già uscito 10 minuti prima.
Arrivo al parco e lancio un lungo sguardo intorno a me: vediamo un po’ come comincia la… Ma, un momento… Il mio magico tartufo manda ai miei 300.000.000 di recettori olfattivi un odore paradisiaco: da dove arriva?
Attivo il teleolfatto (il cane inala le particelle sospese nell’aria, ndr) e scansiono i dati; la testa gira come un periscopio e poi vedo la cagnolina più bella del mondo: tronco da betoniera, zampa 12, leggero prognatismo e pelliccia da nutria…una dea!!! Il cuore inizia a battermi più forte …Forse sono già innamorato. Togliamo il forse.
Do uno strattone al guinzaglio e galoppo, con la precisione di un missile teleguidato, verso l’area cani; Lei, non so come, riesce a correre con me e a lanciarmi contemporaneamente tonnellate di maledizioni… ha buon fiato la ragazza!
Freno facendo una nuvola di polvere e mi piazzo davanti al cancellino di ingresso.
“Area cani? Veramente tu mi hai allungato il braccio di mezzo metro e fatto quasi schiantare contro tutti gli alberi del parco per entrare in area cani? E da quando ti piace l’area cani?”
Sei pignola e non ti rispondo nemmeno. Ecco vedi? Sto grattando con insistenza l’ingresso con la zampa. Linguaggio non verbale: apri – apri – apri!
Lei è perplessa, poi si rivolge alla signora dentro l’area: “Mi scusi, sono con un cane maschio, intero, posso entrare?”
La signora dice sì… Meno male, altrimenti mi toccava fare qualcosa di avventato, tipo scavalcare o frignare senza ritegno.
Ecco il mio amore! Mi avvicino bello come il sole, ciuffo al vento, passo plastico ed elastico, sguardo languido ma lei mi guarda schifata, come se vedesse una cacca di mucca.
Conosciamoci meglio, dai! Mi avvicino che neanche Casanova, ma quando arrivo a un cm dalla sua coda per fare le dovute presentazioni, la piccina sfodera una chiostra di denti davvero impressionante. Noi cani abbiamo 42 denti, ma lei sembra averne moltissimi di più! La mia dolce barracuda.
Mi scaccia abbaiando e l’aria si riempie dei tlac-tlac dei sui deliziosi dentini che si chiudono a vuoto, a pochi millimetri da me. No, mi correggo, non a vuoto perché ha un ciuffo della mia pelliccia incastrato tra i denti. Che posso dire? Amo anche questo suo vezzoso modo di fare la ritrosa!
Il copione si ripete per 5 o 6 volte perché io sono un tipo piuttosto insistente, o, come dice Lei, sò de coccio. Credo che noi cani maschi siamo dotati di un gene particolare, quello dell’ “indifferenza al rifiuto”: ci dà la forza di resistere ad ogni rifiuto femminile con noncuranza e grande leggerezza; ci rende rifiuto impermeabili!
La venere,esasperata, si allontana trotterellando. Mamma mia, che dondolio sexy le dà la sua leggera zoppia!
Il mio raffinato intuito mi dice che è arrivato il momento di rendere più esplicite le mie intenzioni: la raggiungo, le do una vigorosa leccata ad un orecchio e inizio a toccarla tra le scapole con decisi colpetti di muso, per invitarla a una fuga d’amore.
Vedendo questa scena, Lei si avvicina decisa e indagatrice e mi chiede: “Stai broccolando quella poverina?”
In tutta risposta ansimo, lascio penzolare 30 cm di lingua e faccio gli occhi da trota salmonata.
Lei sbianca, si gira verso la signora e, con una voce che farebbe paura persino agli Orchi di Mordor, chiede: “Scusi, ma, la sua cagna è in calore?”
“Sì” trilla la signora, ignara di essere ormai prossima a diventare una salma.
Lei ha lo sguardo omicida e la postura rigida e questo può voler dire solo una cosa: rissaaaaaa! Ottimo, vai e uccidi! Intanto io ne approfitto per corteggiare la splendida creatura.
Improvvisamente, sento una mano decisa che mi afferra il collare. E’ Lei che mi dice: “Dai Pierino, andiamo via!”
No no no no no no no no no no no no no no no no no no! Pierino è impegnato, casomai non te ne fossi accorta!
“So che ti chiedo molto, ma non possiamo proprio stare. Vieni via con me”
Macheccavolo! Tutto in te prometteva rissa e invece hai solo scambiato due chiacchiere amichevoli! Non ti ho insegnato niente?
Pianto le quattro zampe a terra e incasso il collo per chiarire meglio come la penso, ma Lei, donna crudele, mi porta via ugualmente; io la seguo con notevole riluttanza e faccio tutta la strada fino a casa con la testa girata verso il parco… Mi servirà un bravo osteopata.
A casa mi sdraio imbronciato e mi sembra di avere la testa piena di apine ronzanti! Sono triste; Lei si avvicina e mi chiede: “Come va?” e intanto mi fa i grattini dietro le orecchie.
Che vuoi che ti dica? Sono innamorato, non ricambiato e segregato lontano dalla femmina della mia vita… La vita è brutta.
“E’ ora di cena. Che ne dici di mangiare la tua pappa? Vieni!
No grazie, sono innamorato e non ho fame.
“Dai che stasera la pappa è super!”
Sospiro affranto.
Lei mi guarda paziente e dice: “E’ trippa”
No, grazie, davvero, non insistere…Trippa hai detto?… Magari un assaggino, giusto per non offenderti.
Spazzolo tutto i 8 secondi.
“Va meglio?”
Meglio, grazie! Ora mi è chiara una grande verità: non si può amare bene con la pancia vuota!
Poi mi accuccio e sogno, sogno la mia adorata botola mordace, la mia principessa.

Viva vida, amici
Il pensiero di Piero:

Area di sgambamento = luogo dell’amore!
Fosse per me, vi direi: “Portate tutte le cagnoline in calore nell’area di sgambamento vicino a casa mia, che vi aspetto!”
La verità, però, è che le cagnine in calore nelle aree cani NON CI DEVONO ENTRARE, nemmeno se nell’area di sgambamento non c’è nessun cane, perché può non esserci in quel momento, ma poi arriva e se è maschio… ahi, ahi!
Le secrezioni vaginali rilasciate dalle cane in calore, infatti, sono cariche di ferormoni che fanno andare su di giri i maschi e immaginate cosa può succedere se due maschi molto eccitati si incontrano e pensano che nei paraggi ci sia una femmina da coprire: il rischio di una rissa è altissimo!
Noi maschi sentiamo il calore di una femmina anche a chilometri di distanza; diventiamo irrequieti, nervosi, inappetenti e tutto il nostro corpo e la nostra mente si proiettano verso un unico desiderio: accoppiarci.
La natura ci ha dotato di una spinta fortissima verso la riproduzione e noi dobbiamo faticare per resistere.
Il mio vecchio convivente, Spino, quando sentiva una cagnolina in calore, passava le notti ad ululare (per la felicità di tutti) e riusciva a mettere in atto delle fughe così ingegnose che Lei rimaneva puntualmente a bocca aperta;poi, le toccava inforcare la bicicletta e cominciare a girare nei paraggi per rintracciare il pazzo innamorato. E lo trovava, sempre, elegantemente seduto davanti al portone della bella di turno, in estatica attesa.
Mi raccomando, allora: niente cagnoline in calore nelle aree di sgambamento! Certo che poi, noi maschietti le tracce lasciate in giro, per strada o nei viottoli dei parchi, le sentiamo ugualmente, ma lì, con guinzaglio e padrone a fianco, il rischio di incidenti è praticamente inesistente.

Il mondo secondo Piero Vita insieme

Piero e il bagnetto

30 maggio 2018
Bagnetto sì, bagnetto no

Lei sa benissimo che so interpretare ogni suo minimo gesto, ogni suo sguardo sfuggente, ogni esitazione nel respiro, perciò è diventata bravissima a dissimulare le sue intenzioni: una vera artista!

Nonostante ciò, il mio cervello evoluto sa fare due + due, quindi, se vedo che lei è eccessivamente sorridente e sento rumori sospetti nel bagno, capisco che è incombente la grande tragedia: il bagnetto.

Vado a dare un’occhiata per verificare se ho ragione, ma faccio spuntare solo un pezzo di muso, giusto per controllare senza rischiare: il bagno è un posto che nasconde grandi insidie! Annuso e sento l’odore del mio bagnoschiuma “Cane pulito schifo infinito”; mi sfugge un sospiro ansioso, lei  lo sente, si gira e mi vede. Io la guardo e lei mi guarda. Occhi negli occhi indoviniamo i pensieri dell’altro:

il mio è “non mi prenderai mai”

il suo è “non potrai nasconderti”.

La tensione si fa palpabile, ma Lei sfodera il suo sorriso più bello e mi chiude la porta davanti al naso. Io corro a cercare il numero dell’OIPA per denunciare il mio maltrattamento imminente, ma poi mi ricordo che non ho le mani e anche se le avessi tanto non so leggere: sono fregato.

Va bene: lavami umana crudele! Sappi, però, che non mi avrai senza fatica!

“Piero, vieni…”

Ma non ci penso neanche!

“Pierino, dai vieni…”

Pierino mi chiama, quella bieca donna che credevo mi amasse…

“Pieeeerooooo”

Ecco, mi nascondo sotto il mobile, così non mi vede.

“Piero dove sei?”

Ahahahahaha! Non mi troverai mai!

“Piero! Cosa ci fai lì?”

Caspita, come hai fatto a trovarmi, diavolo di una donna?

“Se cercavi di nasconderti sotto il mobile, sappi che hai lasciato fuori un culone enorme!”

Azz! Non puoi più fidarti nemmeno del tuo didietro. E poi io non ho un culone enorme….

“Dai Piero, vieni con me. Lo so che non ti piace tanto il bagno, ma ti tocca proprio!”

Non ti piace tanto il bagno è una distorsione della realtà: IO ODIO IL BAGNO!

Ho una mia dignità e non mi farò trascinare; la seguo col capo chino e il passo lento e pesante del condannato a morte. Mi fermo. Un passo. Mi fermo ancora. Un altro passo. La guardo con l’estremo saluto scritto dentro gli occhi e abbasso di nuovo il capo sospirando.

Sono tenero come la piccola fiammiferaia, ma Lei non ci casca.

Allora, che vada in brodo anche la mia dignità: DOVRAI TRASCINARMI DI PESO, SE VUOI LAVARMI!!!

Mi accascio al suolo, mi irrigidisco e mi aggrappo con le zampe anteriori ai piedini del mobile del bagno, ma Lei sa usare dei toni di voce così belli che non resisto: mi alzo e arrivo fino alla vasca… deve aver fatto un corso di ipnosi!

D’accordo, alla vasca ci siamo arrivati: adesso dovrai sollevarmi perchè io non collaborerò! Non ce la farai mai….

Dopo un secondo eccomi dentro…bah, almeno l’acqua è tiepida; peccato per il pessimo odore dello shampoo: non ne esisterà uno al profumo di bistecca o di gorgonzola?

Ora sono tutto bagnato e sembro un gigantesco topo.

Ma…un momento: cos’è quella cosa che galleggia nell’acqua? Una paperella! Una stupenda paperella. Lei la prende e la schiaccia: suona!  Ma è bellissima!

Addento la paperella e la schiaccio con gusto tra i denti: peeeep,peeeeeep,pep,pep,pep,peeeeeeeeep!

La mia discesa all’inferno sarà meno dura ora che ho un’amica.

Lei sorride, poi però storce la bocca infastidita….

Ahahahah! Ti dà fastidio il suono della paperella? Bene: pep, pep, pep, peeeeeeeeeeep, pep, pep, peeeeep, pep, pep, pep, pep, peeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeep! La suonerò finché mi terrai qua dentro, sappilo. La suonerò fino alla morte!

Finalmente posso uscire e Lei mi accoglie con un gigantesco asciugamano di spugna: santo cielo, c’è disegnato sopra Winnie the Pooh! Non ce l’avevi uno degli Aerosmith??

“Che ne dici se ti asciugo anche con il phon?”

Per tutta risposta, prendo la paperella e inizio a schiacciarla con vigore: peeeep, pep, pep, peeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeep, pep, pep, pep………………

“Va bene, va bene, basta! Vai fuori ad asciugarti al sole!”

Esco felice perché, ora, non ho solo una nuova paperamica, ma ho una vera e propria arma: trema umana, d’ora in poi il bagnetto sarà terribile per entrambi! Tié!

 

 

 

Il pensiero di Piero

Perché ci dovete lavare?

Fine del pensiero di Piero.

 

Vi rimando al pensiero di Lei in “Bagnetto sì, bagnetto no

 

Viva vida, amici!

 

 

 

 

 

 

 

Salute e benessere del cane Vita insieme

Senza guinzaglio

20 aprile 2018
libertà

Primavera. I fiori sbocciano, la natura si apre alla vita, l’aria è frizzantina. Tutto parla di una energia che si rinnova e anche voi la sentite; vi viene voglia di uscire e di godervi tutta questa bellezza facendo una camminata a passo spedito, immersi nella natura. Mentre vi mettete le scarpe da ginnastica il buonumore cresce: tra poco sarete fuori, baciati dal sole, rallegrati dalla vista del verde!

State per uscire e sentite una vocina gentile che dice: “Vengo anche io con te”. Vi girate e vedete vostro nonno, il vostro adorato nonnino. Come dirgli di no? Aspettate con pazienza che si prepari e uscite insieme a lui. Il nonnino, anziano, cammina piano piano e nonostante voi siate comunque contenti di essere con lui, ahimè, la vostra camminata spensierata, a lunghe falcate non potrete farla… e un pochino vi dispiace perché sentite dentro di voi questa grandissima voglia di camminare veloci, quasi di correre.

Ecco, senza offesa per nessuno, ma talvolta per il nostro cane uscire con noi è come per noi uscire con l’amato nonnino…

I nostri cani ci amano tantissimo e passeggiare insieme a noi li rende certamente felici, ma hanno le energie imbrigliate da un guinzaglio che consente loro un raggio di azione di un metro e mezzo e, spesso, si ritrovano accanto ad un conduttore distratto che cammina lentamente perchè sta guardando il telefonino. Certamente non è sempre così, però il cane, con quelle sue splendide quattro zampe, lunghe o corte che siano, con quel suo tartufo impareggiabile e con quella scintilla animale che porta dentro di sé  non è nato per stare al guinzaglio, ma per trottare, correre, galoppare, esplorare, comunicare liberamente… la libertà dal guinzaglio, non è soltanto un’opzione, ma una reale necessità per il cane!

Ovviamente, non possiamo pensare di lasciar libero il cane in zone cittadine, ma noi bresciani siamo molto fortunati perchè abbiamo campagna, boschi, laghi, colline e montagne tutto intorno a noi e possiamo raggiungerli con facilità: quindi, perchè non dare la possibilità ai nostri cani di trascorrere del tempo in totale libertà?

Le motivazioni che ci spingono a non sganciare mai quel benedetto guinzaglio sono tante, eccone alcune:

1- “Io non me la sento di lasciare libero il mio cane perché non torna al richiamo”. Questa motivazione non sta né in cielo né in terra. Il cane non torna quando lo chiami? Insegnagli a farlo! Hai già provato ma non funziona? Probabilmente, una volta esclusa la sordità del cane, o glielo hai insegnato nel modo sbagliato, oppure hai preteso che lo imparasse in poco tempo e poi ti sei arreso. Il cane non solo può imparare a tornare da te, ma può farlo pensando che sia la cosa più bella del mondo!

 

2- “Io non lascio libero il cane perché non ne ha bisogno, uso il flexi e lui può correre” Sapete tutti cosa è il guinzaglio allungabile conosciuto anche come Flexi (marca )? Eccolo: flexi 1 Si tratta di un guinzaglio  probabilmente progettato da un sadico. Sì, perché: per prima cosa il guinzaglio allungabile insegna al vostro cane a tirare, in secondo luogo lo illude di poter correre, quindi il cane si slancia in avanti per poi prendere una gran botta di arresto e dare un bello strattone a voi e, da ultimo, se mal gestito, può provocare brutti  ferimenti ad altri cani e a persone.

 

 

flexi 2

Se avete il guinzaglio allungabile, buttatelo!

 

Come si capisce dalle obiezioni precedenti, il problema principale legato alla scelta di lasciare che il nostro beniamino si goda l’agognata libertà è il controllo che si ha sul cane: se il cane non risponde al richiamo, non si ferma quando glielo chiediamo e, una volta libero, si dimentica della nostra esistenza è logico che non possiamo togliere il guinzaglio; è vero anche che possiamo impegnarci affinchè il cane impari tutte queste competenze, con grande soddisfazione reciproca! Nel frattempo, possiamo sempre utilizzare le aree verdi che il Comune ha approntato per bisogni di libertà e socializzazione dei nostri cani: le controverse aree cani.

3- “Io vorrei lasciarlo libero almeno nelle aree cani, ma sono sporche” In effetti, ci sono aree cani che sono cloache a cielo aperto, grazie alla maleducazione di qualcuno e altre, invece, sono così piccine che farebbero perdere a qualunque cane la voglia di correre. Esistono, però, anche aree di sgambamento davvero molto belle, verdi e ben ombreggiate: frequentate queste ultime. Se l’area cani è l’unica possibilità che il vostro cane ha di correre libero, andateci!

4- “Mi hanno sconsigliato di frequentare le aree cani perché il cane può prendere delle malattie” Scusate, ma il cane l’avete vaccinato? Se sì l’avete già messo al sicuro dalle malattie peggiori. Vi preoccupate perché potrebbe prendere le pulci, le zecche, un virus o altro? Comprensibile, ma anche i bambini che frequentano la scuola prendono di tutto: pidocchi, vermi intestinali, virus e batteri di ogni tipo, però lo consideriamo “parte del pacchetto”. Anche noi adulti, se frequentiamo luoghi affollati possiamo facilmente tornare a casa con qualche malanno. Questa è la vita, non possiamo metterci al riparo da tutto.

L’elenco è lungo, ma qui mi fermo. La cosa bella è che a tutto si può trovare una soluzione.

Se, invece, avete un cane “ubbidiente”, quando potete, prendetevi del tempo e andate con lui per boschi o in aperta campagna, sganciate il guinzaglio e godetevi insieme la piena libertà e il contatto con la natura. Magari, sedetevi in un prato e state ad oziare, per imparare a rallentare e a godervi il presente. Questo vi farà sentire più vicini e farà stare bene entrambi, perché non solo i nostri adorati cani, ma anche noi abbiamo tanto tanto bisogno di verde, di spazi aperti e di cieli immensi.

 

Lascio “la parola” al video che segue: vi spiegherà meglio di quanto abbia fatto io.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il mondo secondo Piero Salute e benessere del cane Vita insieme

La pioggia non uccide i cani!

21 marzo 2018
sorriso pioggia

Buongiorno a tutti!

Leggendo qua e là, sul Web, mi imbatto spessissimo in notizie tristi e in dosi tossiche di pessimismo cosmico, quindi io e Piero abbiamo deciso di raccontarvi qualcosa che porti una ventata di ottimismo.

Oggi infatti, dopo mesi di accurati studi, siamo in grado di darvi una splendida notizia: quando piove i cani possono passeggiare sotto la pioggia! Alcuni addirittura senza impermeabile.

Davvero!

Soprattutto, dopo infiniti test, abbiamo scoperto che stando sotto la pioggia i cani:

  • non si restringono
  • non si sciolgono
  • non muoiono

Tutt’al più si stropicciano un pochettino, ma opportunamente spazzolati tornano alla forma originaria.

Pensiamo, ma dobbiamo ancora fare altri accertamenti, che l’acqua piovana, più pura di quella dell’acquedotto, tolga la polvere al manto del cane con delicatezza e che dia modo all’animale di pulirsi bene anche le zampe senza lo stress generato da vasche e vaschette per il bagno. Fortunatissimi poi i cani che possono imbrattarsi zampe e muso nel fango di cui si conoscono le virtù terapeutiche fin dall’antichità.

Comunque, ci basta già sapere che i cani possono uscire di casa anche quando piove e sopravvivere!

Dunque, non abbiate più alcun timore e portate a spasso i vostri beniamini anche nei giorni di pioggia; anche perché abbiamo il fondato sospetto che i bisognini scappino loro anche nei giorni uggiosi e che la noia li attanagli come quando non piove.

A riprova di quanto sosteniamo, vogliamo proporvi un brevissimo video nel quale potrete vedere tre cani che giocano sotto la pioggia: non solo non stanno soffrendo, ma si divertano anche!

Prima di mostrarvi il video, ci teniamo a precisare che non sono state usate lontre o nutrie camuffate da cani; si tratta di cani VERI.

 

 

 

Piero, come saprete se avete letto l’articolo “Piero, la pioggia e i ricordi”, non ama particolarmente l’acqua sulla pelliccia: secondo lui l’acqua sta bene solo nella ciotola e nelle adorate pozzanghere, che sono soltanto un modello più grande di ciotola; nonostante lo scarso amore per la pioggia, ha voluto posare in alcune foto per avvalorare la scoperta che abbiamo appena condiviso con voi e che rivoluzionerà la vita di molti cani.Vediamole insieme.

 

ombrello pioggia

 

In questa prima immagine il nostro Piero sembra che guardi con orrore la sparizione del suo fondoschiena ad opera della pioggia: niente paura, guardate la prossima fotografia.

 

piero pioggia

Qui, potete vedere il nostro modello, tutto intero, sempre sotto la pioggia e con le zampe in una pozzanghera mentre pratica la fangoterapia; il pelo bagnato lo fa sembrare vagamente un chewingum masticato, ma sorride e gode di ottima salute.

 

amore pioggia

La pioggia continua a scendere dal cielo, ma il nostro Piero riesce anche ad amoreggiare con una splendida saluki.

Come avete visto, questo umido fenomeno atmosferico non ha impedito al nostro modello di godersi la sua uscita mattuttina.

Sono certa, però, che i più scettici diranno: “Va bene, va bene… Ma è riuscito a tornare a casa sano e salvo?”

Ebbene sì! Ecco la prova:

 

telo pioggia

 

Avvolto in un morbido asciugamano che evita pozze d’acqua in tutta la casa, Piero viene asciugato con godurioso massaggio rotatorio.

Sotto, lo possiamo vedere sereno ed appagato che dorme sul suo cuscino preferito: me.

 

nanna pioggia

 

Aggiungiamo altra fotografia che lo ritrae durante il riposo per provare che sta bene: vedete che ha gli occhi aperti?

 

tappeto pioggia

 

Ci fermiamo per non annoiarvi.

Speriamo di essere stati di aiuto e conforto a tutti coloro che temono la prematura scomparsa del loro amato cane qualora dovesse uscire sotto la pioggia: non abbiate paura e portate fuori ‘ste povere bestiole!

Buona pioggia a tutti!

Il mondo secondo Piero Vita insieme

Piero e il dog sitter

30 gennaio 2018
Piero e il dog sitter

La settimana scorsa. Mattina, tempo di risvegli, di coccole, di amore che scorre a fiumi e della prima, splendida passeggiata che avrei fatto con Lei. Io & Lei: love.

Ero allegro e non vedevo l’ora di uscire, anzi, andai a mordicchiare la borsa dei miei giochi e la trascinai in mezzo alla stanza così che Lei non si dimenticasse di portarla.

Ehi, ragazza, perchè così lenta? Saltellai felice e mi strusciai sulle sue gambe perché Lei mi “pastrugnasse” la ciccia e la pelliccia, ma calò su di me una mano fiacca che mi concesse solo due grattatine.

Mmmh… Suvvia cara, è l’ora del grattino, remember? Mattino, grattino … Sfoderai il mio sorriso migliore, mi sedetti e sollecitai la smemorata con colpetti della zampa, ma Lei mi guardò un po’ imbambolata, mi diede una carezza sul petto e stop.

Cosa stava succedendo? Dov’era la gioia del ritrovarci dopo la lunga notte? Dov’era la mia solerte schiava che al mattino mi grattava e mi coccolava? Chi aveva rapito la mia Lei e l’aveva sostituita con uno zombie dagli occhi pesti che la facevano sembrare un panda?

Annusai per benino il Panda e mi sembrò che ci fosse qualcosa di diverso … Infatti estrasse un tubicino di vetro da sotto l’ascella ed asclamò: “ Temperatura 38,5? Nooo!”

Lei sospirò, mi guardò un po’ sconsolata, si vestì e uscimmo. Sì, Lei mi porta fuori sempre e comunque; per non farlo dovrebbe essere in ospedale, legata e sotto anestesia totale. Il nostro giretto, a dire il vero, sembrava più una processione funebre data la velocità con cui ci muovevamo … un anziano con deambulatore ci avrebbe superato di brutto, ma capii che quel giorno sarebbe andata così, quindi mi sfogai facendo un po’ il bastardo con i piccioni.

Ci vollero quattro giorni, ma tutto tornò a posto e le nostre uscite ripresero con tempi e ritmi ragionevoli! Evviva!

Tre giorni fa. Mentre monto pigramente la guardia, suonano al campanello.

Lei apre e sulla porta c’è un uomo: mi avvicino cautamente, lo annuso, scodinzolo con scarsa convinzione e lo squadro per bene perché nel retro della nuca mi tintinna un campanellino d’allarme.

L’uomo mi chiama per nome , si accuccia, mi allunga un bocconcino prelibato e fa il simpaticone: cazzo, un dog sitter!

Alzo i tacchi, sprofondo nella mia cuccia e fingo di cadere in un sonno eterno.

Lei prepara un caffè al losco figuro e, intanto, gli parla di me. No, ma fai pure come se non fossi qui e non capissi che state tramando alle mie spalle. Tanto di dog sitter ne ho già fatti fuori un paio perché non sopporto chi mi porta via da Lei. Niente di cruento, semplicemente li ho esasperati con la mia mancanza di collaborazione e con i più coriacei ho sfoderato l’arma segreta: “il POTERE del MACIGNO”; si tratta di una dote innata: se non voglio spostarmi, sono in grado di centuplicare il mio peso fino a diventare un macigno, appunto. Per spostarmi ci vorrebbe Obelix!

D’altra parte, se un povero cane viene obbligato a uscire con un estraneo, secondo me non si dovrebbe chiamarla passeggiata, ma rapimento!

Il gonzo sorseggia il suo caffè e mi sorride affabile: vorrei scacciarlo, ma mi vengono in mente le parole di Al Pacino ne Il padrino: “Non odiare mai il tuo nemico: ti offusca la mente”. Devo restare lucido.

Renzo, questo il nome del rapitore di cani, si avvicina; mi aspetto le solite insopportabili carezze sulla testa e mi preparo a spostarmi infastidito, ma lui mi sorprende con una mossa che non mi aspettavo: mi si siede accanto e NON mi tocca.

Bravo picciotto, il rrrispetto prima di tutto! Quindi, o questo Renzo o sa il fatto suo oppure LEI ha fatto la spia su come ci si deve comportare con me … buona la seconda!

Renzo estrae dalla giacca un giochino e me lo agita davanti al muso; è un giochino orrendo e io rispondo con il sonno eterno. Allora si alza, prende un tiramolla e mi invita a condividere. Fatico a non farmi coinvolgere perché, diciamocelo, un tira e molla ha sempre il suo fascino, ma anche stavolta replico con il sonno eterno. Il subdolo non desiste e gioca il jolly: prende una pallina con corda, ma non una pallina qualsiasi, una di marca, una Gappay! Sleale lui, palesemente spiona Lei; attratto come una falena dalla luce, inizio a giocare. Mi sto iniziando a divertire, ma quando realizzo che all’altro capo del cordino c’è una brutta mano pelosa, sputo la palla e mi allontano; mi sdraio, sospiro e lo guardo con gli occhi pieni di indifferenza. Il brav’uomo, invece, è convinto che siamo diventati amiconi e dopo tutta questa manfrina, finalmente se ne va. Amen!

Oggi. Suona il campanello, Lei apre e rieccoti Renzo. Ma che diamine, devi sempre venire qui? Non ce l’hai una casa tua? Lui, sempre convinto di avermi conquistato, mi saluta e mi mette il guinzaglio. Grossissimo errore! Per palesare il fraintendimento e illuminarlo sul fatto che non lo sopporto ho solo un modo: “Potere del Macigno a meeee!” Ora sono i-n-a-m-o-v-i-b-i-l-e. Tiè!

Il povero Renzo tenta di farmi spostare usando palline, bocconcini, tirando un po’ il guinzaglio, ma io sono ancorato al suolo. Allora, decide di lasciarmi stare ed esce di casa. Cavoli ha desistito in fretta! Lo facevo più tenace. Sto per aggiungere un’altra tacca al mio collare (terzo dog sitter fatto fuori), quando lui ricompare con l’auto, scende, apre il portello del bagagliaio e mi invita a salire. Incapace di trattenermi, perché a me l’auto fa lo stesso effetto della pallina di cui sopra, mi fiondo in auto, lui chiude il portello e Lei mi fa ciao con la mano; mentre l’auto si allontana guardo Lei con gli occhi socchiusi e carichi di accusa:“Spiona!”

Vabbè, ormai mi hanno fregato. Renzo e io stiamo in giro un’oretta; all’inizio mi diverto come davanti a un cartone dei Teletubbies e poi mi rassegno. Il posto è bello, Renzo non molto, ma la vita non è tutta in discesa.

Il dog sitter mi riporta finalmente a casa e, qua, volo tra le braccia della mia Lei come se fossi sopravvissuto al viaggio sul Titanic … Cara, cara, cara! Ti perdono per la carognata che mi hai fatto e ti amo ancora! Dai, manda via Coso e stiamocene un po’ soli io e te!

Lei ride e saluta Renzo con un “ Grazie. Ciao. Ci vediamo giovedì”

Come giovedì? Non penserai di trasformarti ancora in un Panda, vero?? E allora perché lo fai venire di nuovo quello là? Aaaah! Ci risiamo. Vuoi che io abbia altre persone con cui sentirmi a mio agio, che mi aiutino a superare le mie diffidenze e aiutino te a tagliare il cordone ombelicale che ci lega; questo contribuirà alla mia crescita personale e supporterà te in caso di malattia o improvvisa assenza. Chiaro. Giustissimo. Comprendo. Maaaa … dato che non sono d’accordo: terza tacca in arrivooooo!

Ahahahahahahahahahahah!

 

Il pensiero di Piero

Amici! Come avete visto, non sono un tipo facile. Le persone mi piacciono, ma sono un cane diffidente e non mi metto nelle mani di chiunque; inoltre, sono adulto e non mi faccio incantare da due crocchette e qualche giochino: al mio fianco pretendo una persona di cui mi fido. Certamente non tutti i cani sono come me, ma ce ne sono molti che hanno bisogno di tempo per fidarsi di una nuova guida. Noi cani, non siamo pacchi postali che possono essere portati di qua e di là dal primo arrivato.

Ecco perché è importante come scegliete chi deve portare a spasso il vostro compagno a quattro zampe.

Innanzitutto è importante che ami i cani e non faccia il dog sitter solo per soldi: chi ama il suo lavoro, lo svolge indubbiamente meglio di chi lo fa senza passione! Quando vado in giro vedo un po’ di tutto: dog sitter seduti in area cani con il cane sdraiato che si ammazza di noia; cameriere che, in pausa pranzo, portano a spasso il cagnolino della famiglia in cui lavorano, ma si fermano a chiacchierare (e ne hanno ben il diritto!) con le amiche mentre il cane sta seduto tutto il tempo.

In secondo luogo, è FONDAMENTALE CHE ABBIA DELLE COMPETENZE! Chiunque può decidere di voler portare a spasso il cane degli altri, ma deve sapere cosa sta facendo. Deve conoscere le abitudini del cane, le sue paure e i suoi bisogni. Deve sapere modulare la passeggiata osservando il cane e quindi saper scegliere cosa privilegiare, se la camminata, il gioco, l’interazione con i conspecifici o altro.

Inoltre, il dog sitter:

  • deve saper “leggere” il cane: posture, espressioni del muso, vocalizzi per evitare spiacevoli incidenti con altri cani o, addirittura, con le persone.
  • finché non conosce bene il cane, deve rispettare le indicazioni che vengono date dal proprietario e, col tempo, modificare ciò che ritiene necessario in accordo con il padrone del cane.
  • deve instaurare un rapporto con il cane che porta a spasso, anche se si tratta di un cagnolone giuggiolone che adora tutto e tutti e uscirebbe a spasso con chiunque.
  • deve deve deve ….

Effettuate un accompagnamento graduale e non arrabbiatevi se il vostro quadrupede è inizialmente poco collaborativo! Ricordate che per alcuni cani è difficile accettare un conduttore diverso da quello abituale, quindi cercate persone pazienti e capaci, che aiutino il vostro cane a superare questa difficoltà.

Ci sarebbe molto da dire, ma, magari chiederò a Lei di scrivere qualcosa di più perché oggi è giovedì, arriverà Renzo e io devo andare a nascondermi dietro il divano per insegnare al mio dog sitter il gioco “Cerca Piero!”

Viva vida, amici!

Salute e benessere del cane Vita insieme

Inizia l’anno col botto!

31 dicembre 2017
cani e botti

Inizia l’anno col botto!

Ma anche no, grazie!

Alfredo Cattabiani, studioso di simboli e tradizioni, spiegava che a Capodanno fuochi e petardi non si accendono solo per salutare il nuovo anno: “i botti, assieme al disfarsi di mobili e stoviglie vecchie, hanno il significato di espulsione del vecchio anno con le sue negatività.” Si tratta di riti antichi, diffusi un po’ in tutto il mondo, che hanno questo significato di esorcismo contro demoni e spiriti maligni. Dunque, per tradizione, si sparava per far fuggire le streghe, per scacciare i demoni vaganti, per allontanare il maligno.

Ecco, va bene che le tradizioni sono dure a morire (e anche le superstizioni), ma siamo quasi nel 2018!

SE NON SIETE PICCOLE MENTI SOGGIOGATE DAL TERRORE DI DEMONI E STREGHE, POTRESTE TROVARE UN’ALTERNATIVA SENSATA A TUTTO IL CAOS CHE CREATE A CAPODANNO?

Volete chiudere con l’anno vecchio e iniziare bene quello nuovo? Compratevi il libro “Il magico potere del riordino” di Marie Kondo e vedrete che partirete alla grande.

Volete comunque, per precauzione, scacciare eventuali demoni? Spazzate la soglia di casa, spargetevi del sale, appendete cornetti e peperoncini e non dimenticate l’aglio contro i vampiri (non si sa mai)

Volete illuminare il cielo? Ci sono le bellissime lanterne volanti, magiche, biodegradabili e sicure.

Volete stupire i vostri bambini? Organizzate un Capodanno anche a misura loro, con giochi e tanta allegria: questo li stupirà tantissimo, rispetto alle solite feste “da grandi”.

Ma che lo scrivo a fà?

Tanto i convintissimi dei fuochi d’artificio e i “raudo-dipendenti”, imperverseranno anche quest’anno e i poveri padroni di infelici cani sensibili si ritroveranno con lo stesso problema: che fare?

Per il viaggio in Antartide o per i processi di desensibilizzazione siete in ritardo, quindi vediamo altre soluzioni:

    • NON LASCIATE I CANI FUORI CASA! Non importa se avete delle regole ferree sul fatto di non far entrare il cane in casa: superatevi e fate una strappo alla regola perché i rischi di fuga sono altissimi!
    • Quando li portate a spasso, non sganciate MAI il guinzaglio, nemmeno nelle aree cani. Non importa se mancano ore allo scoccare della mezzanotte perché, purtroppo, i ragazzini iniziano con largo anticipo a far scoppiare raudi e petardi
    • Uscite con il vostro cane a metà pomeriggio per fare una lunga passeggiata gratificante o dedicategli una corposa sessione di gioco e spostate l’uscita successiva al termine degli scoppi
    • Per attutire il rumore dei botti che proviene dall’esterno: chiudete finestre, abbassate le tapparelle, accendete radio o televisione e tenete il volume alto
    • Allestite una “Tana”. Avete fatto caso a come molti cani spaventati cerchino dei posti protetti e bui per rifugiarsi? Ci sono tanti modi per creare una tana. A Piero, metto la cuccia sotto un tavolo, poi sopra il tavolo metto un telo che scende fino a terra, sui quattro lati. Il caro vecchio Spino, invece, si rifugiava nell’armadio dei cappotti e solo lì smetteva di tremare. Una cana amica di Piero si mette sul divano, sotto una coperta e lascia fuori solo il tartufo.
    • Cercate di sdrammatizzare; il cane sente tutto quello che sentite voi e la vostra ansia o la rabbia che provate verso i “dinamitardi” non lo aiutano certo. Mantenete la calma: il leader non perde MAI il controllo! State vicini ai vostri cani con parole gentile e poche carezze: se esagerate nel volerli confortare, rischiate di preoccuparli di più.
    • PROIBITO dare al cane qualsiasi farmaco che non sia stato consigliato dal vostro veterinario! Potrebbero esserci conseguenze gravi.
    • Mettetegli una THUNDERSHIRT. Questa è una pettorina che esercita una pressione dolce e costante sul corpo del cane e in particolare sul torace, generando un effetto calmante sul suo sistema nervoso.
    • Leggetegli un libro! Perché no? Se siete lettori, anziché leggere in silenzio, leggete il vostro libro a voce alta. Il vostro cane non capirà la trama, ma sarà confortato dalla vostra voce
    • Provate a prendere il diffusore o il collare ADAPTIL (previa telefonatina al vostro veterinario). Adaptil rilascia “feromomi appaganti” che tranquillizzano il cane e lo aiutano a controllare la paura.

Mi auguro che questi piccoli consigli vi possano aiutare, in attesa che come a Monza, Sondrio, Cremona, anche a Brescia venga emessa una civilissima ordinanza “anti botti”.

Vita insieme

“Prato ricco mi ci ficco”

13 dicembre 2017
Cane che si rotola

Prato ricco mi ci ficco, ovvero Guarda un po’ come mi spalmo sul prato!

Anche Piero ama questo “sport” e lo pratica con gioia a ogni uscita.

Grazie al suo pelo lungo e riccio, che svolge un effetto inglobante, l’amato cane riesce a raccogliere una quantità di oggetti degni di un rigattiere…

Oggi, per esempio, pettinando la sua pelliccia ho trovato: una varietà di vegetali degna di un erbario, mezzo biglietto della metropolitana, due rametti, un leccalecca usato, un tappo di birra, un bambino di nome Luca prontamente restituito alla madre.

E l’odore? Aaaaah, il mio Arbre Magique ambulante sfoggia ogni giorno una profumazione diversa, dal penetrante Sottobosco in decomposizione, alla fragranza Fango di pozzanghera; tali profumazioni sono a lento rilascio e aleggiano piacevolmente per ore in ingresso, dove Piero ama dormire.

Quella del “rotolamento” è un’attività canina che, per la gioia dei proprietari, non conosce stagioni.
Si possono individuare due tipologie di cani:

  • quelli che amano rotolarsi in qualcosa di immondo (escrementi, animali morti e altre amenità), generalmente accompagnati da bipedi che oscillano dall’isteria alla rassegnazione  e che hanno, credetemi, tutta la mia comprensione
  • quelli che non si rotolano nelle puzze. In tal caso, l’adorato cagnolino in primavera/estate avrà sfumature verdognole e profumerà di erbe di stagione; in inverno, se ha nevicato, sarà fradicio con un vago odorino di doposci usati; in autunno si trasformerà in un gianduiotto di fango o nella versione canina del mostro della palude

 

 

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Vediamo più nel dettaglio quali sono i motivi che spingono i cani a praticare questo “sport estremo”

 

  • Mi camuffo

Il cane discende dal lupo e come suo cugino conserva gesti e atteggiamenti antichi. Il travestimento olfattivo permette al cane di nascondere il proprio odore ad eventuali avversari o prede, dandogli così un ottimo vantaggio competitivo.

 

  • Mi profumo

Il cane ha un concetto di “profumo” decisamente diverso dal nostro:  lui si sente più attraente se è coperto da odori naturali più o meno intensi. Ecco che allora, la cagnolina in estro o il maschio che vuole fare colpo sull’altro sesso cercheranno di profumarsi con un verme putrefatto o una carcassa di talpa, per risultare più affascinanti.

 

  • Mi gratto

Il cane può sentire la necessità di grattarsi a causa della presenza di parassiti, oppure perché soffre di allergie o, ancora, perché nel periodo della muta ha molto sottopelo da togliere. In questi casi, il cane si gratterà anche in casa, quindi cercate di capire cosa gli crea prurito e aiutatelo a risolvere il problema (antiparassitari, una visita dal veterinario se sospettate un’allergia o semplicemente una bella spazzolata per aiutarlo a rimuovere il sottopelo)

 

  • Mi rinfresco

Soprattutto in estate il cane cercherà refrigerio rotolandosi nell’erba fresca o addirittura nel fango, se ne trova! L’erba bagnata di rugiada, la brina e il fango sono anche fonte di refrigerio per i cani che soffrono di allergie e cercano un sollievo per la pelle.

 

  • Mi pulisco

Il cane si rotola nel prato, nella neve, nell’erba coperta di brina e questa azione meccanica pulisce il pelo. Certo, il profumo che resta è quello di cane bagnato e non di shampoo, ma il cane apprezza e potreste, alla lunga, apprezzare anche voi.

 

  • Marco il territorio/l’oggetto

Durante un’interessante chiacchierata con un “mostro” della cinofilia italiana, lui mi disse che, spesso, i cani si rotolano con dovizia sui prati per marcare il territorio e segnalare agli altri cani il loro passaggio in modo più esteso che non con urina o feci. In effetti ho visto alcuni cani, praticare lo sfregamento del muso e del collo, quindi poi di tutto il corpo non solo sul terreno, ma anche su nuovi giochi o altri oggetti con il chiaro intento di dire: “Questo è mioooooo e ci metto sopra l’etichetta con il mio nome!”

 

  • Mi tolgo i brutti odori di dosso

Lo shampoo alla vaniglia è un brutto odore. Anche il guantino detergente al borotalco ha un brutto odore. E lo spray al muschio bianco? Ha un bruttissimo odore. Quindi il cane, appena può, cerca di levarsi di dosso questi brutti odori, coprendoli con qualcosa di più piacevole (per lui). Noi umani gridiamo all’orrore e lo laviamo di nuovo con vaniglie, fragoline di bosco, zucchero a velo, gelsomino e lui, più imbestialito che mai, torna a cercare di togliersi questi profumi lanciandosi a corpo morto dentro puzze sempre peggiori. Se si vuole uscirne, meglio lavare il cane con uno shampoo neutro senza profumazioni così da non istigarlo a delinquere.

 

  • Mi trastullo

Il cane che si rotola nell’erba, nel fango, nelle puzze, nella neve vive un momento bellissimo ed estremamente godurioso! Sono cani e non stanno a curarsi del fatto che si potrebbero macchiare la pelliccia! L’avete vista l’aria beata, quasi estatica, di un cane intento a rotolarsi? Eccola:

 

 

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Cosa volete dire a uno che ha questa espressione dipinta sul muso?

Niente!