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Il cucciolo

Insegnare al cucciolo a fare i bisogni fuori casa

18 giugno 2020
bisogni fuori casa

Insegnare al cucciolo a fare i bisogni fuori casa è spesso fonte di disperazione per i neoproprietari perché non sanno esattamente come fare.

In questo articolo vedremo insieme:

  • I motivi per cui il cucciolo sporca
  • Come accorgersi quando sta per fare pipì o pupù (i segnali che il cucciolo dà)
  • Come comportarsi con lui quando fa i bisogni in casa e “La storia di Charlie
  • Cosa usare per pulire i pavimenti
  • Come insegnargli a fare pipì e cacca fuori casa
  • La traversina (o tappetino assorbente)
  • Quanto tempo ci mette a imparare
  • “La storia di Giacomino”

Il cucciolo arriva a casa

Arriva finalmente il cucciolo tanto atteso e noi siamo pronti, anzi prontissimi ad accoglierlo: cuccia nuova, pappe appositamente studiate per le sue esigenze nutrizionali, guinzaglio e collarino all’ultima moda, peluche, un paio di giochini, due belle ciotoline e, soprattutto, il nostro cuore pieno d’amore.

Ricordiamo che quando un cucciolo arriva in casa necessita anche di un adeguato inserimento all’interno del nuovo contesto: per lui noi siamo degli estranei e la nostra casa è un luogo totalmente sconosciuto; quindi, deve potersi ambientare serenamente, conoscendo noi e lo spazio in cui vivrà e, in seguito, dovrà essere aiutato a comprendere cosa ci si aspetta da lui, quali sono i comportamenti graditi e quali quelli non graditi.

Una delle abitudini del cucciolo che più mette a dura prova la pazienza dei proprietari e che si desidererebbe cambiare quanto prima è quella di fare i bisogni in casa! Vediamo, quindi, come si può aiutare il nuovo arrivato a non allagarci il pavimento e non riempirlo di regalini puzzolenti.

Perché il cucciolo sporca in casa

Il cucciolo non ha il controllo degli sfinteri, quindi, se gli scappano la pipì o la cacca, le fa subito, in qualunque posto si trovi in quel momento. Lui non è in grado di trattenersi! Generalmente, a circa 2 mesi di età, un cucciolo può resistere al massimo un paio di ore senza dover fare i propri bisogni, ma questo intervallo si riduce di molto se:

  • ha appena mangiato
  • si è svegliato dal sonnellino o dalla notte di sonno
  • sta giocando
  • è molto eccitato (esempio, il padrone rientra a casa e il cagnolino impazzisce di gioia)

Il cucciolo di 2 o 3 mesi avrà la necessità di fare i suoi bisogni anche una decina di volte al giorno, ma crescendo imparerà a controllarsi sempre di più.

Inoltre, il cucciolo, inizialmente, preferirà fare i suoi bisogni in casa, al sicuro, piuttosto che all’esterno dove è più vulnerabile e dove, secondo lui, potrebbe essere pericoloso lasciare le proprie tracce olfattive. Quanti di voi “strozzerebbero” l’adorato cagnolino perché, dopo mezza giornata passata all’aperto, esortandolo, supplicandolo di fare almeno pipì, lui torna a casa e molla tutti i bisognini appena messe le quattro zampe in casa? Adesso sapete che non lo fa certo per dispetto!

 

I segnali che il cucciolo dà prima di fare i suoi bisogni

La lettura dei messaggi corporei di un cane, non è sempre facilissima; si diventa bravi a capire osservando con attenzione.

Quando un cucciolo sente la necessità di urinare o defecare esibisce una serie di comportamenti sempre uguali:

  • interrompe improvvisamente quello che sta facendo: ad esempio, se sta giocando si ferma di colpo e il suo sguardo si fa lontano
  • annusa intorno a sé, come se stesse cercando qualcosa (e, in effetti, sta cercando il punto ideale in cui accucciarsi)
  • fa un paio di giri su sé stesso e si accuccia
  • quando ha già iniziato a fare i bisogni anche all’esterno, spesso, guarda in direzione della porta d’ingresso; ma attenzione, non corre verso la porta, guarda soltanto (in questi casi, è facile trovare urina e feci sempre più in prossimità della porta d’ingresso)

Tra segnale e “sgancio” di pipì e cacca passa veramente poco, per cui bisogna essere attenti.

La vostra attenzione farà la differenza sulla velocità di apprendimento del cucciolo! Comprendere i suoi segnali, vi aiuterà a intervenire tempestivamente per accompagnarlo fuori, inoltre il vostro cucciolo si sentirà capito e cercherà di comunicare con voi in maniera sempre più esplicita!

“La storia di Charlie”

Lidia vive con Charlie, uno splendido cucciolo che all’epoca aveva 3 mesi e che stava imparando a fare i suoi bisogni fuori casa. Purtroppo, però, la pipì e le feci che lasciava sui pavimenti erano molte di più di quelle fatte all’esterno. Mentre ero a casa di Lidia e parlavo con lei, vidi Charlie che ci guardava e poi girava il muso verso la porta finestra che dà sul giardino. Dissi a Lidia: “Osserva Charlie. Se lo vedi spostare lo sguardo o il muso verso la porta finestra, alzati subito, apri e invita Charlie ad uscire!” Lidia iniziò a guardare con maggiore attenzione il suo Charlie che, dopo poco, si girò di nuovo verso la porta finestra. Allora, Lidia si alzò, andò ad aprire e chiamò Charlie; il cucciolo uscì di corsa e, raggiunta l’erba, annusò qua e là, si accucciò e fece pipì. Lidia fu molto felice e lodò molto Charlie, per fargli sentire tutta la sua approvazione.

Da quella volta Charlie ha iniziato ad indicare l’uscita in modo sempre più esplicito: prima solo guardandola, poi spostandosi davanti alla porta finestra e rimanendo ad aspettare; adesso, quando ha particolarmente fretta, lancia anche un paio di abbai per chiamare Lidia! Questo è stato possibile perché Lidia ha dimostrato a Charlie di essere attenta e in grado di comprenderlo:  lui ha prontamente collaborato, rendendo le sue intenzioni sempre più esplicite e comprensibili.

 

Il cucciolo ha fatto i bisogni in casa, come mi devo comportare?

Innanzitutto, niente drammi o scenate! Avete due preziose frecce al vostro arco: PAZIENZA e COERENZA, quindi usatele!

Perdere la pazienza è inutile se non addirittura controproducente; immaginatevi al posto del cucciolo: vi scappa e la fate perché è logico e normale che sia così, ma quando questo succede e il vostro padrone trova i vostri bisognini in giro per casa, il bipede che vi ama e vi nutre e vi chiama ciccicnoamoretesorinoadorato, diventa un orribile mostro urlante che, con il viso stravolto dalla rabbia, vi urla addosso una montagna di ingiurie. Voi, poveri cuccioli, le ingiurie non le capite, ma il tono di voce lo capite benissimo e vi spaventate perché potete, a ragion veduta, credere di avere a che fare con un pazzo che a volte è gentile e a volte vi bistratta senza apparente motivo.

Un minuto di silenzio, poi, per chi ancora crede che si debba:

  • portare il cucciolo sul luogo del misfatto e picchiargli il musetto con un giornale arrotolato
  • portare il cucciolo sul luogo del misfatto e cacciargli il naso nella sua urina o nelle sue feci

Se il cucciolo non viene colto sul fatto, non potrà mettere in relazione la punizione che gli somministrate con l’azione da lui compiuta tempo prima, quindi smettetela con queste punizioni INSENSATE, date a posteriori.

Potete correggere il cucciolo solo se lo cogliete sul fatto: se si accuccia proprio sotto i vostri occhi, ditegli qualcosa tipo “Ah-ah” o “Stop”, in modo che si blocchi e cogliete al volo l’attimo per portarlo fuori e permettergli di scaricarsi lontano dal pavimento di casa.

Appena il cucciolo termina di fare tutto, lodatelo molto, fategli sentire che siete davvero contenti!

Quali prodotti usare per pulire il pavimento?

Avere escrementi sul pavimento di casa, certamente non piace a nessuno, nemmeno se sono del nostro adorato cagnolino!

Esistono in commercio svariati detergenti che hanno anche potere disinfettante e vanno bene tutti.

Unica accortezza: non usate mai prodotti che contengano ammoniaca perché invogliano il cane a fare ancora di più la pipì!

Perché? Perché l’ammoniaca è una sostanza contenuta anche nell’urina, quindi stimola il cucciolo a rifare pipì proprio dove avete pulito.

Come insegnare al cucciolo a fare i bisogni all’esterno

Il cane, tolto in presenza di specifiche problematiche, non ama espletare i bisogni corporali nel posto in cui vive, pertanto, chi prima chi dopo, tutti imparano.

Riuscire a stabilire una routine precisa aiuterà tantissimo il cucciolo a regolarsi meglio: organizzate, fin dall’inizio, tante brevi uscite quotidiane, tenendo come punti di riferimento fissi:

  • una prima uscita appena vi svegliate al mattino
  • il dopo pasti
  • i risvegli dai sonnellini (che da cuccioli sono molti)

perché, come anzidetto, questi sono momenti in cui il cucciolo sentirà maggiormente il bisogno di scaricarsi.

A due mesi, quando il cucciolo arriva a casa (ma ci sono anche bravi allevatori che lo consegnano a tre) ha già fatto un paio di vaccini, quindi non è completamente scoperto e potete farlo uscire di casa, a patto di non portarlo in luoghi molto frequentati da altri cani (es. aree di sgambamento); se si ha la fortuna di avere uno spazio esterno, giardino o corte privata è certamente più semplice, ma  anche chi vive in appartamento può accompagnare in strada il suo cucciolo e fargli compiere brevi tratti per fargli fare i bisogni.

Quando l’adorato cagnolino farà pipì o cacca all’esterno, lodatelo molto e, almeno all’inizio, dategli un premietto gustoso: ricevere una ricompensa farà sì che il cucciolo ripeta più facilmente il comportamento premiato. Mi raccomando: quando il cane smette di fare i bisogni in casa e inizia a farli solo all’esterno, smettete di premiarlo con il cibo o con le lodi; è come se vostra madre, anche adesso che siete adulti e avete abbandonato il vasino da anni, vi aspettasse fuori dal bagno ogni volta che ci andate e quando uscite vi dicesse “Bravo il mio ometto!” o “Brava la mia donnina!” ?

Alla seconda e terza pipì fatta fuori siate felici, ma anche consapevoli che, con tutta probabilità, dovrete usare gli stracci ancora per un po’, sebbene non per molto!

Se quando uscite con il cane, giocate (e dovreste farlo sempre!), dategli il tempo di calmarsi per “ricordarsi” che deve anche fare pipì, perché tutto preso dal gioco il nostro cagnolino potrebbe dimenticarsi di fare i bisogni e portarseli a casa per la vostra gioia e del vostro pavimento!

Il successo dipenderà sia dalla recettività del cucciolo, sia dalla vostra capacità di essere costanti e determinati nel portarlo fuori spesso; vivete con serenità questo periodo, anche se vi mette un po’ in difficoltà…pensate sempre che finisce!

Tappetino assorbente sì o no?

 No. Punto.

 Avere il tappetino in casa ingenera confusione nel cane che prima deve imparare a sporcare sul tappetino e poi deve abbandonarlo per imparare a sporcare fuori. Se poi spargete tappetini in ogni punto della casa, fate un danno ancora peggiore! L’uso del tappetino è comodo per noi, ma rende più lungo il processo di apprendimento per il cane. Inoltre, confondere una traversina con un tappeto o una coperta è un attimo, quindi non potrete arrabbiarvi se il vostro cane non capirà la differenza tra il vostro tappeto persiano antico e un tappetino assorbente.

Io, generalmente ne sconsiglio l’uso, tranne nel caso che spiego dopo e, comunque, raccomando sempre di considerarlo uno strumento transitorio! Non mi piace sentire che il tappetino assorbente venga piazzato in casa tutte le volte che il proprietario “non ha tempo”, il cane “non vuole uscire”, “fuori piove mi si sporca il cane” e altro.

Se non vi piace che il cucciolo sporchi in giro per tutta la casa quando non ci siete, potete comprare un recinto in cui metterete: la sua cuccia e le sue ciotoline ad una estremità e, qui sì, il tappetino assorbente. Il cucciolo non sporcherà dove mangia e dorme e si sposterà sul tappetino per fare i bisogni, così, tornando a casa, non dovrete andare a caccia di “regalini” nelle varie stanze.

Meglio ancora: qualora doveste uscire di casa e assentarvi parecchie ore, potrete affidare il cucciolo a un vicino o a un dog sitter che verranno a prenderlo per portarlo a fare una o due passeggiate al posto vostro, oppure lo terranno a casa propria.

Così facendo avrete un triplice vantaggio:

  • non troverete sgradite sorprese al vostro rientro
  • il cagnolino inizierà a fidarsi anche di altre persone
  • potrete gestire i distacchi in modo che il cucciolo non si agiti eccessivamente, dovendo rimanere solo a lungo

Tenete sempre ben presente che i cani vanno portati fuori, perché è fondamentale per il loro benessere psicofisico, quindi MAI E POI MAI dovrete usare il tappetino assorbente perché non avete voglia di portare a spasso il vostro cane!

 

Quanto tempo ci mette a imparare?

Dopo due o tre settimane che seguite una routine, il cucciolo dovrebbe aver imparato ad espletare i suoi bisogni fuori casa, ma teniamo a mente che si tratta di un tempo puramente indicativo, perché, si sa, la capacità di ambientarsi varia da soggetto a soggetto.

I cuccioli poveri di esperienze a livello ambientale  che, quindi, provano disagio in mezzo al traffico, al via vai di persone, ai rumori cittadini, alla massiccia presenza di odori, etc, potrebbero rifiutare di fare i bisogni fuori casa per parecchio tempo; per aiutarli, inizialmente, portateli in luoghi appartati e poco frequentati, dove si sentano tranquilli, al riparo dai pericoli e a loro agio. Questi cuccioli hanno bisogno di conoscere poco alla volta, il mondo esterno e capire, grazie al vostro aiuto, che non è ostile ma ricco di divertimento di esperienze interessanti.

La diminuzione del numero dei pasti, che diventeranno due, l’aumento delle ore di veglia e un sempre maggior controllo degli sfinteri richiederanno un impegno via via minore al proprietario, che potrà progressivamente diminuire la frequenza delle uscite.

 

“La storia di Giacomino”

Giacomino era una palletta di pelo di 6 mesi circa che si rifiutava di fare i suoi bisogni fuori casa. Giacomino, ovviamente, aveva le sue ragioni per comportarsi così ed erano tutte molto valide.

C’era anche un altro problema: a Massimo (il proprietario) qualcuno aveva detto: “Se vedi Giacomino che sta facendo pipì, digli un bel NO secco e deciso!” Massimo l’aveva fatto, ma con una voce così alta e un atteggiamento talmente aggressivo che il timido Giacomino si era spaventato tantissimo e aveva deciso che non si sarebbe fatto vedere MAI PIU’ a fare la pipì.; la tratteneva  fino quasi a scoppiare, per poi correre a nascondersi dove sperava di non essere visto e lasciare andare un lago! Poverino! Non aveva il coraggio di fare i bisogni fuori casa e nemmeno in casa.

Allora, abbiamo aiutato Giacomino a capire che la pipì e la cacca poteva farle, sempre, ovunque volesse in casa e che Massimo non lo avrebbe più sgridato e ci è voluto del tempo perchè si tranquillizzasse. Però volevamo che i bisognini venissero fatti fuori casa. Quindi Massimo, quando ormai Giacomino era più sereno, ha preso una cassettina della frutta e l’ha riempita di erba; quando Giacomino ha fatto pipì in casa, Massimo ha sporcato l’erba della cassettina con l’urina di Giacomino e ha accompagnato Giacomino ad annusare il contenuto della cassettina. Giacomino è stato ad annusare a lungo. Dopo pranzo, Massimo ha portato Giacomino nel parchetto sotto casa e ha vuotato in un angolo isolato la cassettina di erba; Giacomino è andato subito ad annusare, si è allontanato, poi è tornato nuovamente ad annusare. Per qualche giorno, Massimo ha ripetuto lo stesso iter , ma, ad un certo punto, Giacomino, dopo aver annusato l’erba sporcata con la sua urina e messa nell’angolo più riparato del giardinetto, ha deciso finalmente di fare la prima pipì fuori casa!

Le storie di Giacomino e di Charlie servono per capire che i cuccioli non sono tutti uguali e che è vero che non esiste un’unica infallibile ricetta per risolvere lo stesso problema, ma è vero, invece, che la vostra costanza, pazienza ed empatia sono gli ingredienti più preziosi per aiutare il vostro cucciolo ad apprendere con serenità.

Pensieri sparsi

Accettare

27 maggio 2020
Accettare

 

 

ACCETTARE / ac-cet-tà-re / : Acconsentire a ricevere o ad accogliere

Se ricevete un regalo, lo prendete e lo accettate così com’è anche se, a volte, non corrisponde a ciò che avreste desiderato. Accettate il dono e ringraziate chi ve lo ha fatto.

Quando prendete un cane perché viva con voi, spesso, non vi rendete conto che lui vi sta facendo un dono inestimabile: vi regala sé stesso, la sua vita.

Prendere un cane non è la stessa cosa di accettarlo, è solo un’azione.

Accettare è molto di più: è ricevere, accogliere, quindi APRIRSI all’altro; quest’apertura consente di vedere l’altro oltre la superficie, di RICONOSCERLO nella sua totalità e complessità e fargli capire che ci piace così com’è.

Il cane che si sente accettato così com’è, si sente compreso, accolto e SI APRE A SUA VOLTA; il suo cuore è sereno e la sua mente sboccia, perché si sente rispettato e si FIDA di noi.

Da qui, da questa accettazione, da questa apertura l’uno verso l’altro inizierà un percorso di crescita che cambierà entrambi, perché è solo dall’accettazione di sé e dell’altro che può partire il vero cambiamento.

Davanti a voi si disegneranno strade meravigliose, che nemmeno pensavate esistessero.

Buon viaggio insieme

 

Pensieri sparsi

Quando invecchierò

27 giugno 2018
Quando invecchierò

“Quando invecchieró, non guardarmi con tristezza o compassione. Guardami con la gioia, lo stupore e l’emozione di chi sta vedendo uno scrigno pieno di tesori. Perché sarà quello sguardo che mi farà ancora correre felice da te anche se avrò le zampe stanche e malferme. Sarà quello sguardo che mi sosterrà fino alla fine. E grazie a quello sguardo potrò andarmene sapendo cosa sono stato per te: un dono meraviglioso.”

Il tuo cane.

(La nostra modella: Pepita)

Il mondo secondo Piero Vita insieme

Piero e il dog sitter

30 gennaio 2018
Piero e il dog sitter

La settimana scorsa. Mattina, tempo di risvegli, di coccole, di amore che scorre a fiumi e della prima, splendida passeggiata che avrei fatto con Lei. Io & Lei: love.

Ero allegro e non vedevo l’ora di uscire, anzi, andai a mordicchiare la borsa dei miei giochi e la trascinai in mezzo alla stanza così che Lei non si dimenticasse di portarla.

Ehi, ragazza, perchè così lenta? Saltellai felice e mi strusciai sulle sue gambe perché Lei mi “pastrugnasse” la ciccia e la pelliccia, ma calò su di me una mano fiacca che mi concesse solo due grattatine.

Mmmh… Suvvia cara, è l’ora del grattino, remember? Mattino, grattino … Sfoderai il mio sorriso migliore, mi sedetti e sollecitai la smemorata con colpetti della zampa, ma Lei mi guardò un po’ imbambolata, mi diede una carezza sul petto e stop.

Cosa stava succedendo? Dov’era la gioia del ritrovarci dopo la lunga notte? Dov’era la mia solerte schiava che al mattino mi grattava e mi coccolava? Chi aveva rapito la mia Lei e l’aveva sostituita con uno zombie dagli occhi pesti che la facevano sembrare un panda?

Annusai per benino il Panda e mi sembrò che ci fosse qualcosa di diverso … Infatti estrasse un tubicino di vetro da sotto l’ascella ed asclamò: “ Temperatura 38,5? Nooo!”

Lei sospirò, mi guardò un po’ sconsolata, si vestì e uscimmo. Sì, Lei mi porta fuori sempre e comunque; per non farlo dovrebbe essere in ospedale, legata e sotto anestesia totale. Il nostro giretto, a dire il vero, sembrava più una processione funebre data la velocità con cui ci muovevamo … un anziano con deambulatore ci avrebbe superato di brutto, ma capii che quel giorno sarebbe andata così, quindi mi sfogai facendo un po’ il bastardo con i piccioni.

Ci vollero quattro giorni, ma tutto tornò a posto e le nostre uscite ripresero con tempi e ritmi ragionevoli! Evviva!

Tre giorni fa. Mentre monto pigramente la guardia, suonano al campanello.

Lei apre e sulla porta c’è un uomo: mi avvicino cautamente, lo annuso, scodinzolo con scarsa convinzione e lo squadro per bene perché nel retro della nuca mi tintinna un campanellino d’allarme.

L’uomo mi chiama per nome , si accuccia, mi allunga un bocconcino prelibato e fa il simpaticone: cazzo, un dog sitter!

Alzo i tacchi, sprofondo nella mia cuccia e fingo di cadere in un sonno eterno.

Lei prepara un caffè al losco figuro e, intanto, gli parla di me. No, ma fai pure come se non fossi qui e non capissi che state tramando alle mie spalle. Tanto di dog sitter ne ho già fatti fuori un paio perché non sopporto chi mi porta via da Lei. Niente di cruento, semplicemente li ho esasperati con la mia mancanza di collaborazione e con i più coriacei ho sfoderato l’arma segreta: “il POTERE del MACIGNO”; si tratta di una dote innata: se non voglio spostarmi, sono in grado di centuplicare il mio peso fino a diventare un macigno, appunto. Per spostarmi ci vorrebbe Obelix!

D’altra parte, se un povero cane viene obbligato a uscire con un estraneo, secondo me non si dovrebbe chiamarla passeggiata, ma rapimento!

Il gonzo sorseggia il suo caffè e mi sorride affabile: vorrei scacciarlo, ma mi vengono in mente le parole di Al Pacino ne Il padrino: “Non odiare mai il tuo nemico: ti offusca la mente”. Devo restare lucido.

Renzo, questo il nome del rapitore di cani, si avvicina; mi aspetto le solite insopportabili carezze sulla testa e mi preparo a spostarmi infastidito, ma lui mi sorprende con una mossa che non mi aspettavo: mi si siede accanto e NON mi tocca.

Bravo picciotto, il rrrispetto prima di tutto! Quindi, o questo Renzo o sa il fatto suo oppure LEI ha fatto la spia su come ci si deve comportare con me … buona la seconda!

Renzo estrae dalla giacca un giochino e me lo agita davanti al muso; è un giochino orrendo e io rispondo con il sonno eterno. Allora si alza, prende un tiramolla e mi invita a condividere. Fatico a non farmi coinvolgere perché, diciamocelo, un tira e molla ha sempre il suo fascino, ma anche stavolta replico con il sonno eterno. Il subdolo non desiste e gioca il jolly: prende una pallina con corda, ma non una pallina qualsiasi, una di marca, una Gappay! Sleale lui, palesemente spiona Lei; attratto come una falena dalla luce, inizio a giocare. Mi sto iniziando a divertire, ma quando realizzo che all’altro capo del cordino c’è una brutta mano pelosa, sputo la palla e mi allontano; mi sdraio, sospiro e lo guardo con gli occhi pieni di indifferenza. Il brav’uomo, invece, è convinto che siamo diventati amiconi e dopo tutta questa manfrina, finalmente se ne va. Amen!

Oggi. Suona il campanello, Lei apre e rieccoti Renzo. Ma che diamine, devi sempre venire qui? Non ce l’hai una casa tua? Lui, sempre convinto di avermi conquistato, mi saluta e mi mette il guinzaglio. Grossissimo errore! Per palesare il fraintendimento e illuminarlo sul fatto che non lo sopporto ho solo un modo: “Potere del Macigno a meeee!” Ora sono i-n-a-m-o-v-i-b-i-l-e. Tiè!

Il povero Renzo tenta di farmi spostare usando palline, bocconcini, tirando un po’ il guinzaglio, ma io sono ancorato al suolo. Allora, decide di lasciarmi stare ed esce di casa. Cavoli ha desistito in fretta! Lo facevo più tenace. Sto per aggiungere un’altra tacca al mio collare (terzo dog sitter fatto fuori), quando lui ricompare con l’auto, scende, apre il portello del bagagliaio e mi invita a salire. Incapace di trattenermi, perché a me l’auto fa lo stesso effetto della pallina di cui sopra, mi fiondo in auto, lui chiude il portello e Lei mi fa ciao con la mano; mentre l’auto si allontana guardo Lei con gli occhi socchiusi e carichi di accusa:“Spiona!”

Vabbè, ormai mi hanno fregato. Renzo e io stiamo in giro un’oretta; all’inizio mi diverto come davanti a un cartone dei Teletubbies e poi mi rassegno. Il posto è bello, Renzo non molto, ma la vita non è tutta in discesa.

Il dog sitter mi riporta finalmente a casa e, qua, volo tra le braccia della mia Lei come se fossi sopravvissuto al viaggio sul Titanic … Cara, cara, cara! Ti perdono per la carognata che mi hai fatto e ti amo ancora! Dai, manda via Coso e stiamocene un po’ soli io e te!

Lei ride e saluta Renzo con un “ Grazie. Ciao. Ci vediamo giovedì”

Come giovedì? Non penserai di trasformarti ancora in un Panda, vero?? E allora perché lo fai venire di nuovo quello là? Aaaah! Ci risiamo. Vuoi che io abbia altre persone con cui sentirmi a mio agio, che mi aiutino a superare le mie diffidenze e aiutino te a tagliare il cordone ombelicale che ci lega; questo contribuirà alla mia crescita personale e supporterà te in caso di malattia o improvvisa assenza. Chiaro. Giustissimo. Comprendo. Maaaa … dato che non sono d’accordo: terza tacca in arrivooooo!

Ahahahahahahahahahahah!

 

Il pensiero di Piero

Amici! Come avete visto, non sono un tipo facile. Le persone mi piacciono, ma sono un cane diffidente e non mi metto nelle mani di chiunque; inoltre, sono adulto e non mi faccio incantare da due crocchette e qualche giochino: al mio fianco pretendo una persona di cui mi fido. Certamente non tutti i cani sono come me, ma ce ne sono molti che hanno bisogno di tempo per fidarsi di una nuova guida. Noi cani, non siamo pacchi postali che possono essere portati di qua e di là dal primo arrivato.

Ecco perché è importante come scegliete chi deve portare a spasso il vostro compagno a quattro zampe.

Innanzitutto è importante che ami i cani e non faccia il dog sitter solo per soldi: chi ama il suo lavoro, lo svolge indubbiamente meglio di chi lo fa senza passione! Quando vado in giro vedo un po’ di tutto: dog sitter seduti in area cani con il cane sdraiato che si ammazza di noia; cameriere che, in pausa pranzo, portano a spasso il cagnolino della famiglia in cui lavorano, ma si fermano a chiacchierare (e ne hanno ben il diritto!) con le amiche mentre il cane sta seduto tutto il tempo.

In secondo luogo, è FONDAMENTALE CHE ABBIA DELLE COMPETENZE! Chiunque può decidere di voler portare a spasso il cane degli altri, ma deve sapere cosa sta facendo. Deve conoscere le abitudini del cane, le sue paure e i suoi bisogni. Deve sapere modulare la passeggiata osservando il cane e quindi saper scegliere cosa privilegiare, se la camminata, il gioco, l’interazione con i conspecifici o altro.

Inoltre, il dog sitter:

  • deve saper “leggere” il cane: posture, espressioni del muso, vocalizzi per evitare spiacevoli incidenti con altri cani o, addirittura, con le persone.
  • finché non conosce bene il cane, deve rispettare le indicazioni che vengono date dal proprietario e, col tempo, modificare ciò che ritiene necessario in accordo con il padrone del cane.
  • deve instaurare un rapporto con il cane che porta a spasso, anche se si tratta di un cagnolone giuggiolone che adora tutto e tutti e uscirebbe a spasso con chiunque.
  • deve deve deve ….

Effettuate un accompagnamento graduale e non arrabbiatevi se il vostro quadrupede è inizialmente poco collaborativo! Ricordate che per alcuni cani è difficile accettare un conduttore diverso da quello abituale, quindi cercate persone pazienti e capaci, che aiutino il vostro cane a superare questa difficoltà.

Ci sarebbe molto da dire, ma, magari chiederò a Lei di scrivere qualcosa di più perché oggi è giovedì, arriverà Renzo e io devo andare a nascondermi dietro il divano per insegnare al mio dog sitter il gioco “Cerca Piero!”

Viva vida, amici!