Browsing Category

Vita insieme

Salute e benessere del cane Vita insieme

“Che afa fa”

14 giugno 2017
Che afa fa

 

 

“Che afa fa!” diceva una volta Charlie Brown (Peanuts).

Il caldo, da noi, arriva sempre prima e ci tiene compagnia con temperature che possono sfiorare  anche i 40°.

I nostri cani hanno caldo esattamente come noi  e hanno la nostra stessa voglia di potersi rinfrescare.

Vediamo in quali modi possiamo aiutarli a sentirsi meglio, nonostante il grande caldo.

 

  • Il tappetino refrigerante

 

tappetino-refrigerante

 

Ce ne sono di varie tipologie, da immergere in acqua o già pronti all’uso.  Il gel contenuto genera una condizione termica più bassa rispetto a quella del cane rinfrescandolo e regolandone la temperatura corporea. Sono abbastanza leggeri, pieghevoli e facili da trasportare ovunque.

 

  • Il gilet rinfrescante

gilet 1                                          gilet 2

 

 

Esistono pettorine, mantelline, gilet e perfino bandana rinfrescanti. Le tecnologie usate sono diverse: ci sono giubbotti che contengono pannelli da tenere preventivamente in freezer, giacche che rinfrescano attraverso cuscinetti riempiti con prodotti appositi e l’ innovativo gilet che, attraverso uno speciale tessuto, sottrae calore al corpo del cane per evaporazione, con un effetto rinfrescante completamente naturale.

 

 

  • I giochi con acqua

freezer1                                                               freezer2

                        

 

Si tratta di giochi da riempire con acqua fresca. Durante la sessione di gioco, il giocattolo rilascia lentamente l’acqua, rinfrescando il cane. Si possono mettere anche il frigorifero o in freezer per aumentare l’effetto freddo.

 

 

 

  • I “ghiaccioli”

 

ghiaccioli 1                                  ghiaccioli 2           

 

 

Uno dei modi più piacevoli per rinfrescarsi è quello di mangiarsi un saporito ghiacciolo.

Per i nostri amici a quattro zampe, però, dovremo seguire delle accortezze. Innanzitutto, dovremo preparare dei ghiacciolini di dimensioni adeguate al cane, ma comunque piccoli; considerata la voracità di alcuni cani, non possiamo rischiare che ingurgitino di colpo un grosso blocco di cibo ghiacciato che gli farebbe sicuramente male.

In secondo luogo, non cediamo alla tentazione di dare ai nostri amici ghiaccioli contenenti zucchero. Lo zucchero è estremamente dannoso per i cani (e non solo per loro!). Via libera a yogurt greco, magari mescolato con pezzetti di frutta, oppure a blocchetti di brodo (senza sale) congelato. Potrete sbizzarrirvi seguendo la vostra fantasia e i gusti del vostro cane.

 

  • Il giocattolo “ripieno”

 

kong 1                           kong 2

                                            

Alcuni cani amano ingegnarsi per svuotare i giocattoli riempiti di cibo. Offriamoglieli, allora, in versione estiva! Sostituiamo crocchette, biscottini e patè, con preparazioni a base di yogurt, frutta frullata, ricotta e miele, riempiamo il giocattolo e mettiamolo nel freezer. Una volta pronto, offriamolo al nostro cane: un passatempo fresco e piacevole!

 

 

  • La piscinetta

 

                                   piscina 1     

 

Il contatto con l’acqua fresca aiuta moltissimo il cane accaldato a regolare la temperatura corporea. Perché, allora, non prendere una piscinetta tutta per lui? .  Non serve avere a disposizione una piscina olimpionica per far divertire Fido, basta  anche una sabbiera per bambini riempita con acqua. Importante è che la vasca sia scelta in base alle dimensioni del cane e alla sua dimistichezza con l’acqua: non prendete vasche troppo grandi se avete cuccioli o cani che approcciano per la prima volta l’acqua e, comunque, non riempitele troppo per evitare il rischio di annegamento. Inoltre, non utilizzate acqua troppo fredda, ma semplicemente fresca.

Non tutti, però, abbiamo lo spazio per  mettere una piscinetta a disposizione del  nostro adorato cane.

Allora possiamo aiutarlo a rinfrescarsi avvolgendogli intorno alle zampe un panno impregnato di acqua fredda. Oppure, possiamo immergergli le zampe, anche una alla volta, in una bacinella di acqua fresca perché questo lo aiuta ad abbassare la temperatura corporea. Volendo, per aumentare la sensazione di fresco e farla durare più a lungo, possiamo aggiungere all’acqua della bacinella una o due gocce di olio essenziale di menta.

 

tazza                                   tazza 1

 

 

  • Condizionatori e ventilatori

 

                 fan 3                                                                                       

                                                     

 

L’unico consiglio che posso darvi è questo: non abusate dell’utilizzo di ventilatori e condizionatori. Casa vostra non deve diventare il Polo Nord e nemmeno la galleria del vento. Anche perché prima o poi uscirete e il corpo del vostro cane (e il vostro) dovrà adattarsi di colpo alle alte temperature esterne!

 

 

  • L’acqua in ciotola

 

                                        acqua 1

 

 

 

Potete scegliere ciotole di tutti i tipi: alluminio, porcellana (ideale per i cani allergici), con distributore dell’acqua, con fontanella incorporata, ma l’acqua non deve mancare mai! Soprattutto quando fa molto caldo, il vostro cane avrà maggiormente bisogno di idratarsi, quindi dovrete prestare particolare attenzione al  riempimento della ciotola. La ciotola dovrà sempre essere ben pulita, per evitare la proliferazione di batteri,  e piena di acqua fresca, anzi freschissima!

 

 

Buona estate a tutti voi e a tutti i vostri meravigliosi compagni a quattro zampe!

 

 

 

Il mondo secondo Piero Vita insieme

Piero, la pioggia e i ricordi

4 maggio 2017
pioggia

Ciao amici!

Piove e io sono sdraiato sulla mia cuccia ad ascoltare l’acqua che ticchetta sull’asfalto. Della pioggia mi piace tanto l’odore che fa salire dalla terra. Nient’altro.

Oggi ho pensieri pigri e non mi va di raccontarvi una storia istruttiva … oggi vi regalo i miei ricordi.

Tempo fa, in casa nostra, viveva un altro cane di nome Spino. Lui era arrivato molto prima di me ed era un cane che della vita ne sapeva un bel po’.

Spino non mi sopportava di buon grado e io ricambiavo la cortesia.

Eravamo molto diversi, ma una cosa di sicuro ce l’avevamo in comune: non ci piaceva la pioggia. Uscire sotto l’acqua, fosse anche la gentile acquerugiola primaverile, proprio era l’ultima cosa nella scala dei nostri desideri.

Purtroppo, quando si susseguivano giorni piovosi, uscire si doveva pur uscire e il fastidioso incontro con la pioggia dovevamo farlo. Lei, pensando di fare buona cosa, ci aveva comprato l’impermeabile per i giorni di cielo a pecorelle ed acqua a catinelle … Ora, a noi cani, non è che gli impermeabili piacciano molto: quando ce li fanno indossare la nostra dignità offesa ci provoca un cortocircuito cerebrale che ci fa muovere come delle marionette o come dei pinguini.

Come se non bastasse, Lei, dopo mille ripensamenti, quando si era decisa a comprarci gli impermeabili? Ovviamente durante una vacanza in uno sperduto paesino di montagna dove c’era un negozio di ferramenta che vendeva una vasta gamma di articoli, dai chiodi ai dadoni in pelo da appendere in auto. Nel triste e polveroso espositore di prodotti per cani, Lei aveva trovato solo un impermeabile verde vomito per me e uno giallo acceso con bottoncini rossi per Spino; lui sembrava un pompiere e io un baccello gigante. Ma Spino era “cane di mondo”e riusciva quasi sempre ad evitare il suo pagliaccesco impermeabilino. Io no. Infatti, nei giorni piovosi, al richiamo di “Girettooo!” io saltavo in piedi come uno che aveva preso la scossa e mi mettevo a saltellare, impaziente come un capretto, davanti alla porta d’ingresso. Spino, invece, non si muoveva. Allora Lei lo andava a chiamare dolcemente, ma lui, arroccato dietro i suoi privilegi di cane anziano, se ne stava immobile.

Io, ingenuo, ridacchiavo perché pensavo che fosse un tontolone a non voler uscire. Poi lei arrivava con l’orrendo impermeabile e subito mi coglieva un dubbio: PIOVE COSI’ TANTO? Si apriva la porta e vedevo: caz, sì, piove così tanto! Prima di uscire mi giravo e vedevo Spino che ci guardava di sottecchi. Lui aveva capito che fuori c’era il diluvio. Carogna.

Quando tornavo a casa ero comunque riuscito a bagnarmi tantissimo dato che, da bravo maschio, dovevo per forza fare 3.000 minipisce e questa era un’arte che richiedeva del tempo. Quindi, dopo l’onta dell’impermeabile, mi aspettava anche la beffa: il mix asciugamano – phon.

Dopo lunga pena, asciutto e con il pelo gonfio come una palla di zucchero filato, trotterellavo offeso verso la cuccia, accompagnato dalla lunga risatina sarcastica del mio compagno di casa.

La pioggia, prima o poi, dava qualche minuto di tregua e Spino coglieva l’occasione al volo! Si alzava, andava da Lei, si stiracchiava e la guardava con il suo sguardo da “ cucciolo di panda abbandonato”. Allora Lei sorrideva, prendeva il guinzaglio e lo portava fuori … Mannaggia! La prossima volta anche io avrei fatto così!

E arrivava la famosa “prossima volta”. Pioggia infinita, il richiamo “Girettooo!”, lui sdraiato immobile, colpito da sordità improvvisa, e io: capretto capretto capretto davanti alla porta … Nooooo! Mi ero fregato di nuovo! Impermeabile, giù acqua, dagli col phon. E lui rideva. Che tipo! Quasi quasi iniziava a piacermi quel cagnetto…

Un giorno di luglio, venne a trovarci la zia Dada e fu lei a prendere il guinzaglio dicendo “Girettooo!” Scattai come una trappola per topi e mi lanciai verso la porta con la grazia di una slavina; Spino mi mandò un lungo sguardo e non si alzò. Io pensai: “ Cavolo, PIOVE??!!?”. Uscii rassegnato, ma quella volta il vetusto si era sbagliato: non pioveva affatto, anzi, era una gran bella giornata e subito mi colse il buonumore. Pensai che, al ritorno dalla passeggiata, avrei riso io del mio vecchietto!

Quando tornai a casa non c’era nessuno, allora aspettai. E aspettai.

Tornò soltanto Lei.

Era diversa, come se non fosse più tutta intera. Con lo sguardo le chiesi: “Dov’è?” Lei si sedette accanto a me e iniziò ad uggiolare piano, mentre con gli occhi mi bagnava il pelo. La risata che avevo preparato per lui, mi morì in gola e in un istante, sentii, sgomento, che mancava un pezzo anche a me. E capii che anche se fuori c’era il sole, era un giorno di pioggia.

Il mondo secondo Piero Vita insieme

Piero e la convivenza forzata

3 gennaio 2017
difficoltà di convivenza tra cani

Oggi risveglio normale.

Suona la sveglia, apro un occhio (quello con cui controllo che tutto sia come l’ho lasciato la sera prima), apro il secondo, caccio uno sbadiglio leonino e mi stiracchio come se non ci fosse un domani.

Oddio ho già fatto un sacco di cose … non sarò mica ipercinetico?

Lei si alza velocemente, canticchiando.

Canticchiando … mmmmmmmmmh!

Qui gatta ci cova … quando Lei si alza canticchiando succedono sempre cose strane .

La tengo d’occhio.

Lei mi dice “Ti ricordi cosa succede oggi?”

Parli con me? Gigantesco punto di domanda stampato sulla mia espressivissima fronte.

“Oggi arriverà Bacca”

Chiii? Strabuzzamento degli occhi, inclinazione della testa di lato (così le è subito chiaro che non so di cosa stia parlando), ma lei si sta preparando e non coglie la mia domanda.

Usciamo e dopo poco arriviamo davanti ad un cancello. Lei prende una chiave ed entriamo. Naso a terra, mi è subito chiaro chi siamo passati a prendere. Dopo poco Lei apre una porta e fa capolino la cagnolina che ultimamente incontravo spesso al parco, una simpatica, tutta moine e ciglioni da cerbiatta. E’ felicissima di vederci e, modestamente, posso anche capirla dati i miei 30 kg di fascino cotonato stile anni ’80.

Dopo una lunga e piacevole passeggiata, ci ritroviamo davanti a casa nostra.

Bene, ciao Bacca, è stato bello. Ci si vede.

Ma Bacca entra con noi.

Guardo Lei: cos’è ‘sta storia?

“Bacca, rimarrà con noi per qualche giorno”

Mi vengono gli occhi a piattino da caffè.

Qualche giorno???

Quantifica “qualche”, per favore …

“Saranno 20 splendidi giorni!”

Venti giorni? V-E-N-T-I- GIORNI? Ma…20 giorni così per dire un numero a caso o 20 giorni intesi come: 20 mattine + 20 pomeriggi + 20 sere + 20 notti????

“Pensa, 20 giorni di passeggiate e giocate e dormite con una simpaticissima amica!”

La mia mente vacilla…

Come ha potuto? Come ha potuto decidere di ospitare un altro cane e per ben 20 giorni?

Non lo sa quanto vive un cane???? Pochissimo! E il nostro pochissimo tempo insieme Lei lo spreca portandosi a casa un’estranea per 20 giorni!!!!!

Non ho parole……

E poi, che nome è Bacca? Fa pure rima con c…a!

Lo sapevo, lo sapevo … Lei stamattina stava canticchiando il mio REQUIEM!

Mi lascio cadere a terra in modo plateale, mi accoccolo a ciambella, con la testa fra le zampe, fingendo di dormire e sprofondo in un rancoroso silenzio; ogni tanto apro un occhietto e quando lei mi guarda lo richiudo subito e giro la testa sbuffando.

Brutta!

Lei capisce, si siede accanto a me e mi sorride in quel modo tutto suo, pieno di amore; apro l’occhietto, la vedo così e la mia microcoda inizia ad agitarsi felice … maledetta traditrice di una coda! Adesso non sono più credibile nella parte dell’offeso.

Eeeeeee va beneeeeeeeeeeee! Mi è già passata! Mi alzo, la bacio, grattini a bestia, risate e rotolamenti sul pavimento … ci amiamo tanto!

Lei mi dice “Dai, aiutiamo Bacca a sentirsi a casa”

Aiutiamola.

Vado da Bacca e le dico: “Lo vedi tutto questo? E’ TUTTO MIO” .

Fatto, aiutata.

Guardandomi bene intorno, noto che le cucce sono diventate due, una ha il mio odore e l’altra l’odore di Bacca e due sono anche le ciotole dell’acqua. Questo mi piace. Ovviamente mi sdraio subito sulla cuccia di Bacca e la guardo sornione. Lei non fa una piega, va sulla mia cuccia e si accomoda tranquilla.

Intrepida…

Bacca si alza, mi dà due bacini agli angoli della bocca e mi chiede: giochiamo? Certo cara! Gioco duro, con l’energia di un rugbista, ma lei mi tiene testa e ci divertiamo molto, mio malgrado.

Già, già.

Ehi, in strada passa un cane nemico, lo sentiamo e corriamo insieme, come un sol cane ad abbaiare alla porta.

Sì, beh, siamo abbastanza in sintonia, ma non ti allargare, troppo, Tacca, capito?

I giorni scorrono lieti. Vacca non è male e Lei è bravissima a non farmi mai sentire al secondo posto, ma io sono un tipo che digerisce lentamente le novità

Per esempio, ogni volta che, in passeggiata, passiamo davanti a casa di Lacca io mi fermo e guardo speranzoso prima Lei poi il cancello; dato che Lei mi guarda con sguardo neutro (la odio quando fa così), indico con maggiore precisione il cancello, dandogli dei colpetti col muso e poi Le lancio un nuovo lungo sguardo carico di speranza.

Ma Lei mi dice: “No, non lasciamo Bacca a casa. Facciamo giretto”

Riprendo la passeggiata con il vigore di un moribondo, ma, poi, Racchia mi dà i bacini e mi rabbonisco.

I 20 giorni passano e Bracca torna a casa sua!

Amen.

In casa c’è più silenzio … Un po’ mi manca la nostra cosca canina, ma in un piccolo angolo del mio cervello di cane geloso continuo a pensare che mi piace che Lei sia tutta mia, mi piace rilassarmi senza avere una che viene a svegliarmi leccandomi le orecchie, insomma mi piace essere single.

Comunque sia, questa esperienza mi ha arricchito, mi ha aiutato a crescere, ad essere un cane migliore, più maturo… Ma Bacca fa sempre rima con c…a!

 

Il pensiero di Piero

 Cari umani, voi la fate sempre facile. Molti di voi pensano che i cani siano sempre desiderosi di incontrare i loro simili, conoscerli e giocarci.

Ovviamente non è così. A molti non frega un baffo di incontrare nuovi “amichetti”; altri, invece, temono addirittura gli incontri con i conspecifici.

Voi siete sempre felici di incontrare qualsiasi umano? Socializzate subito con lui e lo trattate come un vecchio amico? Non credo! E, se lo fate, è perché non avete incontrato il signore che abita in montagna, vicino a noi … neanche San Francesco ce la farebbe ad interagire con lui senza usare un randello!

Se già gli incontri possono essere difficili, FIGURIAMOCI LA CONVIVENZA!

Far convivere due cani o portare un nuovo cane a casa non sempre è una sciocchezza … Per quanto il cane di casa sia socievole e giocherellone, il fatto di dover condividere, spazi, risorse e , soprattutto, l’affetto del proprio padrone potrebbe svelare tratti sconosciuti del suo carattere.

Bisogna che i due cani si incontrino, verificare la loro compatibilità, lasciare che si frequentino fuori casa e poi introdurre il nuovo cane in casa con cautela e grande rispetto nei confronti del cane che già abita in quella casa.

E anche così, non sempre va tutto liscio.

Insomma, usate tutte le rotelline del vostro splendido cervello per prendere certe decisioni o consultatevi con che può aiutarvi.

Soprattutto, non pensate di far adottare altri cani a Lei! Lei è MIAAAAAAA!

Viva vida amici!

 

 

 

 

 

 

 

Il mondo secondo Piero Vita insieme

Piero e l’ospite

9 novembre 2016
Come parlare al cane

Suonano alla porta.

Lei (Giulia nda) va ad aprire e io la seguo per controllare che non entrino individui pericolosi, o cani nemici. O infidi gatti.

Tutto a posto, è la sua amica, quella piccoletta e simpatica che si chiama Mau.

Mau mi piace, anche se ha un grande, enorme difetto: non ama che le salti addosso per manifestarle tutta la mia ospitalità. Faccio comunque il solito tentativo di saltino ( non si sa mai che stavolta apprezzi!), subito stroncato dall’arcinoto “Giù”. Mi accontento, quindi, di tenere le quattro zampe a terra e questo manda in accelerazione il mio fondoschiena che comincia a dimenarsi come quello di un ballerino di samba! Sono un cane gioioso, che ce posso fà?

Dopo i saluti di rito, le accompagno in soggiorno, dove, solitamente, si siedono a prendere il caffè.

Sto per stravaccarmi beatamente nella mia cuccia, quando mi accorgo che la piccoletta non si è seduta e mi guarda. Allora le sorrido.

Mi dice: “Vieni qui, bello!”

Se dice “Bello” è ovvio che sta parlando con me! Dato che, di solito, mi ignora, mi avvicino curioso.

Mau dice che voleva saperne di più sui cani e ha letto un libro.

Ah, bene!

Mau ci dice che non sa se ha capito molto bene quello che ha letto.

Ahi ahi!

Mau dice che adesso vuole provare lo stesso a comunicare con un cane. Con me, per la precisione.

Aaaaagh!!!!

Mau si piega su di me e, dato che è bassa, mi arriva a 10 centimetri dal muso, sbarra gli occhi e mi rifila un sorriso che neanche il Joker…

Oddio… inizio a sentire una vaga inquietudine.

Guardo Lei, nella speranza di un aiuto, ma Lei è con le braccia lungo i fianchi, gli occhi sbarrati, la bocca spalancata ed è paralizzata dalla sorpresa…

Ok, ho capito, me la devo cavare da solo.

Mau, sempre con la stessa faccia un po’ folle e sempre piegata, inizia a darmi una serie di comandi con vocetta pigolante e, ogni volta che lo fa, porta le mani a pugno verso il petto e fa un saltello sulle punte dei piedi che sembra mi stia per cadere addosso.

Ovviamente, Mau, non ha chiesto quali sono i comandi che conosco, quindi usa le parole che le vengono in mente a casaccio e io non capisco assolutamente niente!

Giuro che sono in difficoltà… mi sudano i polpastrelli…..

Dunque, mi concentro sul movimento delle mani: ricorda moooolto vagamente quello che usa Lei per chiedermi il “seduto”.

Più o meno va così:

“Siediti”, mani al petto, saltello sulle punte: mi siedo

“Stenditi”, mani al petto, saltello sulle punte: mi siedo

“Vai all’indietro”, mani al petto, saltello sulle punte: mi siedo

“Ruota” (ruota??????)……………………….: mi siedo

Il marmo sotto le mie zampe ha un alone enorme di condensa e io ansimo. La mia Lei trova finalmente la forza per intervenire e placare la furia addestratrice della piccoletta.

Mau sbuffa e dice: “Ma Piero sa solo mettersi seduto!”

Io e Lei ci guardiamo e pensiamo all’unisono: “Vai a bere il tuo caffè, và, che è meglio!”

 

Il pensiero di Piero

Certamente ho apprezzato lo sforzo che ha fatto Mau! Ha abbandonato la presunzione, tutta umana, che, fossi io a dover imparare il suo linguaggio e ha preso un libro per conoscermi meglio.

Mau ha voluto capire in quale modo poteva interagire con me, come poteva aprire un canale di comunicazione.

Certo, avrebbe dovuto chiedere che parole conosco, perché noi cani non parliamo la vostra lingua e anche se parole come “Terra” o “A terra”o “Sdraiato” per voi sono sinonimi, per noi sono parole con un suono totalmente diverso e non possiamo sapere che hanno lo stesso significato. Avrei potuto fare molte cose con Mau se solo avesse saputo come chiedermele!

Comunque, ho apprezzato.

Mi sono sentito considerato! E’ bello, sapete, sentirsi considerati…

Ricordatevi: il vostro cane parla in modo molto diverso da voi e la sua vita sarebbe immensamente più semplice se voi gli spiegaste la vostra lingua usando una modalità CANINAMENTE COMPRENSIBILE!

La comunicazione è vitale! Se non si comunica non ci si capisce e non si impara a conoscersi. Se non si comunica, il rapporto non cresce.

Parlate al vostro cane con un linguaggio chiaro e a lui comprensibile: la vostra amicizia diventerà sempre più forte e il suo muso sarà sempre più sorridente!

Viva vida, amici!

Vita insieme

La passeggiata con il cane

30 settembre 2016
passeggiata cane

Ecco arrivata l’ora X, ossia l’ora della passeggiata quotidiana.

Come lo sai? Semplice, te lo dice lui, il tuo adorato Fidoamico e questo avverrà più facilmente se sei una persona abitudinaria e tendi a portare a spasso il cane sempre agli stessi orari. Il giorno in cui sarai distratto da altro, ci penserà il tuo cane a venirti a cercare per ricordarti che hai un impegno importantissimo! Un po’ come succedeva tra Pongo e Rudy ne “La carica dei 101”, ricordi?

I cani hanno la necessità di uscire in passeggiata più volte nell’arco della giornata, in particolar modo se vivono in appartamento. Anche i cani che hanno a disposizione un grande giardino, però, hanno bisogno di fare almeno una lunga passeggiata al giorno! Questo perché i cani, a spasso, soddisfano moltissime necessità: non solo si sgranchiscono le zampe dopo lunghe ore di inattività ed espletano le loro funzioni fisiologiche (feci e urine), ma sviluppano l’interazione sociale (sia intra-specifica che inter-specifica), sono sottoposti a molti stimoli ambientali, hanno l’occasione di usare con grande soddisfazione il loro favoloso “naso” e godono del piacere di condividere un bel momento con noi.

Purtroppo, è molto frequente vedere persone che, aria distratta e cellulare in mano, si trascinano appresso il cane come se non ci fosse, accorgendosi di lui solo per strattonarlo e trascinarlo via malamente qualora osi fermarsi a fare un’annusatina o una pipì più lunga del consentito. Il cane in questione, ovviamente, non esibisce pressoché mai un’aria felice e come potrebbe?

Portare i cani a spasso è una grande occasione di condivisione!!! Che senso ha viverlo come un male necessario, da compiere il più in fretta possibile? La passeggiata del nostro cane, spesso, per noi, è un frettoloso intervallo tra varie cose da fare, sempre e comunque più importanti!

Fretta, fretta, facciamo tutto di fretta, il corpo è qui, ma i pensieri sono lontani o proiettati già sulla prossima cosa da fare. Il nostro amico, invece, si gode il presente e se lo gusta per benino, quindi la qualità della passeggiata che gli offriamo è davvero importante.

Prenditi anche solo mezz’ora, ma che sia una mezz’ora in cui sei davvero presente, fisicamente e mentalmente, accanto al tuo amico a quattro zampe.

Modula l’andatura. Non scegliere una falcata da bersagliere se il tuo cane è piccolo o anziano o convalescente; e nemmeno cammina a velocità da corteo funebre (e con la stessa gioia) se hai un cane giovane e vivace.

Quando il tuo amico si ferma ad annusare qualcosa, assecondalo. Fermati accanto a lui e aspetta paziente. Se lo porti via bruscamente è come se a te strappassero di mano il giornale mentre stai leggendo. Ti piacerebbe? No, lo so. Non scandalizzarti o schifarti se annusa i bisognini di un altro cane, loro si riconoscono così; la marcatura di un altro cane è una miniera di informazioni! Lascialo annusare anche a lungo: è anche così che la sua mente apprende e si sazia.

Guardalo spesso mentre cammini con lui. I cani alzano la testa per incontrare lo sguardo del proprietario, ma restano delusi. Incrocia gli occhi del tuo cane, sii il suo riferimento. Come ama dire un grande personaggio della cinofilia italiana: lo “sguardo d’intesa” tra cane e il suo conduttore, cioè lo sguardo che si cerca,  non deve mai mancare ed è indice di un rapporto profondo tra i due.

Cerca di dargli la possibilità di stare senza guinzaglio. Raggiungi un’area dedicata allo sgambamento dei cani e lascia che qui lui possa godere di un momento di totale libertà. Non aspettarti che si metta necessariamente a correre come un forsennato con gli “amichetti”; potrebbe non essere la sua idea di divertimento! Magari preferisce giocare con te o godersi gli odorini sparsi qua e là. Anche se il tuo Fido è libero, non distrarti troppo. Avvicinati e fagli sentire che ci sei; oppure, allontanati e chiamalo, e, quando arriva, digli un caloroso “bravo” e lascia subito che se ne vada. O, ancora, semplicemente guardalo, così quando lui alzerà la testa per incontrare i tuoi occhi, li troverà.

Rientra a casa con calma e mantieni viva l’attenzione del cane su di te con un richiamo gentile o piccoli cambi di direzione…fagli sentire che siete insieme!

La passeggiata con il cane può diventare un bellissimo momento di condivisione e di consolidamento del vostro rapporto.

E se, mentre passeggiate, arriva una telefonata “importantissima”, rispondi così: << Scusa, sono con un amico. Ti richiamo più tardi.>>